Ransomware: si amplia il progetto No More Ransom

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Aumenta il numero di partner e di tool di decrittazione contro gli attacchi ransomware

Avviata lo scorso luglio dalla polizia olandese, Europol, Intel Security e Kaspersky Lab, l’iniziativa No More Ransom rappresenta uno dei pochi sforzi comunitari e organizzati per la lotta contro il ransomware. Lotta che si rivela sempre più necessaria, dato che la cronaca e le statistiche ci dicono da un lato che gli attacchi collegati al ransomware sono ampiamente diffusi e poco complessi da portare, dall’altro che le aziende colpite preferiscono pagare per riavere i propri dati, dando così maggiore forza alla motivazione economica che sta dietro gli attacchi stessi.

È un circolo vizioso dal quale è difficile uscire se non mettendo a disposizione dei potenziali bersagli i giusti strumenti per vanificare gli attacchi, quindi tool di decrittazione che permettano di recuperare i file “rapiti”. Oltre ovviamente anche a fornire informazioni che permettano di abilitare difese preventive.

Ora il progetto No More Ransom, che è nato proprio con questi obiettivi, si amplia con l’aumento nel numero sia di aziende coinvolte sia di nazioni le cui forze dell’ordine partecipano all’iniziativa di collaborazione con il settore privato per combattere insieme i ransomware. Inoltre il portale web del progetto, dove è possibile trovare informazioni sui ransomware e software di decrittazione, è stato localizzato in varie lingue: olandese, russo, francese, italiano e portoghese.

La distribuzione delle infezioni di ransomware secondo Symantec
La distribuzione delle infezioni di ransomware secondo Symantec

Tra le software house coinvolte in prima linea nel progetto si sono aggiunte Bitdefender, Emsisoft, Check Point e Trend Micro. La conseguenza è che aumenta il numero dei tool di decrittazione liberamente disponibili: erano otto, ora sono una ventina. Grazie a questi tool, si spiega, quasi seimila persone hanno finora recuperato i propri file.

Oltre alle software house citate, il progetto acquisisce altri venti partner tra aziende dell’IT e centri per la lotta alla criminalità informatica. Le nazioni coinvolte attraverso le loro forze dell’ordine salgono inoltre a 22 grazie alla partecipazione di Austria, Croazia, Danimarca, Finlandia, Malta, Romania, Singapore e Slovenia.

Le aziende che partecipano al progetto sottolineano comunque che la prevenzione resta la parte fondamentale nella lotta contro il ransomware. Tra le misure di protezione consigliate: usare sempre un sistema di backup in modo che un attacco ransomware non impedisca davvero l’accesso ai propri documenti, utilizzare un anti-malware efficace, aggiornare tutti i software sul proprio computer per evitare vulnerabilità già risolte.

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Autore: Silicon
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