Per Microsoft l’Italia è uno dei Paesi a maggior rischio ransomware

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Come casi registrati di ransomware siamo al secondo posto dietro agli USA e prima di nazioni che di solito ci sopravanzano per volumi di attacchi malware

Prima vengono, prevedibilmente, gli Stati Uniti ma subito dopo c’è l’Italia: è la valutazione che il Microsoft Malware Protection Center ha fatto degli attacchi ransomware registrati negli ultimi tre mesi e che mette il nostro Paese nella poco invidiabile posizione di “numero due” della diffusione dei malware che cifrano i dati. Non è la prima volta che l’Italia si fa segnalare in quanto a diffusione dei ransomware.

La classifica Microsoft vede in testa gli USA con circa 321 mila infezioni negli ultimi 90 giorni. L’Italia è ben distanziata (79 mila eventi circa) ma il problema è che si lascia indietro nazioni che normalmente hanno una diffusione dei malware molto più elevata. A completare l’elenco delle prime cinque per infezioni sono infatti Canada (46 mila eventi), Regno Unito (38 mila) e Spagna (36 mila).

L'evoluzione dei ransomware nel tempo
L’evoluzione dei ransomware nel tempo

Microsoft ha comunicato questi dati spiegando anche cosa fare per prevenire gli attacchi ransomware. Il succo è ovviamente tenere aggiornati i propri sistemi operativi e i software di protezione, ma per le imprese la questione può essere più complessa perché gli attacchi si sono fatti particolarmente insistenti e in alcuni casi hanno dimostrato di poter penetrare largamente le reti aziendali una volta trovato il primo canale di accesso. Il quale – questo sì – spesso è collegato alla mancata implementazione di procedure e policy di sicurezza anche banali.

Aumentano per questo i casi di aziende che preferiscono pagare il riscatto pur di tornare velocemente all’operatività e in questi mesi anche l’FBI ha ammesso che pagare è la soluzione più semplice per risolvere un attacco ransomware. Ma, va detto, è una posizione che molti esperti di sicurezza non condividono affatto perché non fa altro che “giustificare” l’insorgenza di nuovi attacchi.

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Autore: Silicon
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