Unione Europea, protezione dei dati e partnership per i servizi cloud

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Prima la protezione dei dati . Poi , a un anno dall’annuncio di una strategia per il cloud computing, l’Agenzia Digitale europea si impegna finanziariamente

La settimana scorsa è stata ricca di impegni per la Commissione Europea sul fronte dell’IT: due i temi, la protezione dei dati e il cloud computing. Nella proposta adottata il 25 gennaio la Commissione Europea tenta di armonizzare la regolamentazione sulla protezione dei dati personali ( privacy) nei 27 Paesi dell’Unione Europea.
Il primo obiettivo è di alleggerire le procedure per le organizzazioni: le aziende dovranno fare riferimento all’autorità nazionale del paese dove hanno sede e non a ciascun Paese in cui operano. Le stime parlano di risparmi per 2 milioni di euro all’anno. In caso di pirateria o fuga di dati le aziende saranno costrette” a notificare senza ritardi le violazioni ai dati sia all’autorità nazionale per la protezione dei dati sia alle persone fisiche coinvolte”. Su questa questione l’Europa raggiunge la normativa degli Stati Uniti con dieci anni di ritardo. Altra questione cruciale è il diritto all’oblio con il mirino puntato sui social network come Facebook. Ma, trasmesse al Parlamento Europeo , queste regole dovranno attendere almeno il 2014 per essere applicazione salvo prevedibili modifiche in corso d’opera.

Ma dopo l’annuncio di questi piani , la Commissaria Neelie Kroes ha deciso dichiarare aperta anche la questione dei servizi e relativi al cloud computing. E ha messo sul tavolo 10 milioni di euro come fondo iniziale per una partnership europea sul cloud (European Cloud Partnership ). Si tratta di un progetto i cui primi risultati sono attesi per il prossimo anno. L’obiettivo è di armonizzare gli acquisti di servizi di cloud computing da parte delle imprese pubbliche e private.
La Commissione spera così di rendere più attraente – nel senso di trasparente, sicura e interoperabile – l’offerta di cloud europee. La roadmap del piano comprende tre fasi: analisi delle esigenze comuni dei mercati pubblici, messa a punto di progetti di soluzioni cloud adatte a soddisfare queste esigenze, implementazione di best practice e servizi di riferimento. La definizione in partnership di politiche comuni di cloud procurement dovrà beneficiare soprattutto le imprese medio piccole che sono le più bisognose dei benefici del cloud , ma non hanno potere di spesa sufficiente o risorse per instaurare trattative individuali con i fornitori di servizi cloud.

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Autore: Silicon
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