Turani (Qualys): la sicurezza senza IoT e viceversa sarebbe un fallimento

Giornalista professionista dal 2000. Da 15 anni, Stefano si occupa di giornalismo Ict maturando competenze anche nel consumer electronics. Stefano ha iniziato la sua esperienza giornalistica nel 1996 presso la redazione economica di ItaliaOggi.

Ritratti 4.0 – Emilio Turani è il Managing Director di Qualys per l’Italia, Spagna, Portogallo e Grecia. IoT è una grande opportunità ma anche una  grande minaccia. La sicurezza non deve essere pensata come parte integrante nel processo di design

Emilio Turani è il Managing Director di Qualys per l’Italia, Spagna, Portogallo e Grecia. Turani non ha mai smesso di occuparsi di sicurezza e, ora, ha avuto modo di lanciare la società in Italia, dagli Stati Uniti, dove Qualys ha già una storia. Se non avesse fatto il lavoro che ora fa, Turani sarebbe stato un regista, attento a luci e fotografia. E sulle società di credito in rapporto con It? Un rapporto di complicità. Ecco, qui di seguito, qualche risposta in più per conoscere meglio Turani.

Chi è Emilio Turani?

Sono nato e vivo a Milano, città che adoro. Sono sposato e padre di due figli. La prima  parte della mia carriera professionale l’ho svolta presso multinazionali legate al mondo delle Telecomunicazioni quali, per esempio, Motorola. Poi, dal 2001, l’approdo nel settore della Sicurezza Informatica, dapprima in Stonesoft in qualità di Sales Manager e poi di Country Manager; successivamente in Intel Security/McAfee  come Regional Director.

Cosa ne pensa del rapporto IoT e sicurezza?

IoT è una grande opportunità ma anche una  grande minaccia. Anche un pacemaker è IoT. E non devo aggiungere altro, la sicurezza ne è parte fondamentale e imprescindibile. La sicurezza non deve essere pensata come un aftertought ma deve essere parte integrante nel processo di design.

Emilio Turani

Se le dico cloud, cosa le viene in mente?

Mi vengono in mente solo  vantaggi: un servizio chiavi in mano che posso usare ovunque io mi trovi e in semplicità. E’ la via maestra, l’unica in grado di garantire  scalabilità, ottimizzazione dei costi e rapido time to market.

Quali sono le possibili applicazioni dell’Intelligenza artificiale nell’industria italiana?

E’ una tematica in grande evoluzione laddove, per esempio, si richiede l’analisi di grandi quantità di dati che necessitano di un filo logico per garantire predicibilità e eliminazione di errore. Mi vengono in mente settori quali, per esempio, la statistica, l’universo bancario e il settore manifatturiero. Nobilita maggiormente il lavoro umano e delle risorse specializzate, potenziandone l’efficacia.

Società di credito: più amiche o nemiche del mondo It?

Ribalto il concetto: è l’It il migliore amico delle Società di credito che ne accompagna l’evoluzione dei propri servizi ai clienti. Il livello di maturità di It e Sicurezza costituisce un indubbio vantaggio competitivo .

Cosa chiederebbe a una società di credito?

Servizi sicuri con la massima flessibilità e semplificazione.

Crede che il rapporto con queste società limiti lo sviluppo del suo business?

E’ vero il contrario. Il segmento bancario è strategico per le implementazioni dei servizi IT security. I vantaggi rappresentano un vantaggio competitivo per il sistema bancario poiché si guadagna in trusted advisor ship verso la clientela.

Cosa frena le aziende nell’adozione di strategie e strumenti digitali?

L’It  è ancora spesso visto solo come un costo. In realtà è sempre più strategico nella misura in cui funge da fattore abilitante nella filiera dei processi aziendali.

Emilio Turani, Qualys

Industria 4.0: nuova linfa al piano Calenda. Cosa ne pensa?

Consente di beneficiare di importanti ammortamenti che possono fungere da leva per lo sviluppo delle imprese. L’unione di una agevolazione economica fa da propellente al processo di digital transformation industriale .

I robot ci ruberanno il lavoro?

No, come ho accennato poco fa, lo nobiliteranno. I robot svolgono ruoli di precisione ma ripetitivi e, nel lungo termine, servirà comunque integrare con una maggior intellettualizzazione del fattore umano.  Ad esempio, non sarà mai possibile sostituire l’empatia e il processo di relazione interpersonale con la clientela.

Che idea ha dello smart working?

Positiva se implementata bene, poiché può aumentare la produttività e razionalizzare costi/benefici.

Se le dico Bitcoin cosa mi risponde?

A oggi sussiste un’immunità nella regolamentazione perché non vi è ancora una classificazione precisa. Ci deve essere una legittimazione di un’autorità legale, che ancora non c’è. Questo per dare più credibilità e arginare fenomeni speculativi, estorsioni e le opacità che danno adito a introiti illegali. Ma il concetto di blockchain è applicabile ad altri processi e può portare grandi benefici.

Come deve comunicare oggi un’azienda nell’era dei social network?

I social portano grandi benefici se ben utilizzati perché potenziano ed amplificano la comunicazione verso i propri clienti. Sono molto efficaci per processi di business aziendale quali marketing, supporto, DevOps e altri.

Quali sono i suoi hobby?

Cinema, Musica e Nuoto.

Qual è il pregio che ammira di più nelle persone e quale è il difetto che proprio non le va giù?

La spontaneità, l’acume, il dinamismo e la curiosità.  Non sopporto chi non si assume mai le responsabilità e non è chiaro e diretto.

Direbbe grazie a…e perché?

Può sembrare una risposta scontata ma è quello che penso veramente: Famiglia in primis e poi gli amici intimi e i  colleghi che con me lavorano da anni. Il perché richiederebbe una lunga lista, ma da loro imparo a migliorarmi giorno dopo giorno.

A chi chiederebbe scusa e perché?

Talvolta sono veemente, ma caratterialmente so tornare sui miei passi quando sbaglio, senza rancori o rimorsi. E l’importante, in questi casi, è cementare maggiormente i rapporti.

Che tipo di adolescente era?

Dinamico e curioso. Cinefilo e amante della musica.

Emilio Turani, Qualys

Come si è avvicinato al mondo dell’Ict?

I primi anni della mia carriera professionali li ho svolti nel mondo delle Tlc, poi  mi ha chiamato Stonesoft, un’azienda europea che si occupava di alta disponibilità e di sicurezza perimetrale. Da lì è partito tutto.

A cosa deve il successo nel suo lavoro?

A mio padre. Mi ha insegnato a rispettare il lavoro, i colleghi, le persone e da lui ho capito che l’impegno, la correttezza e i sacrifici sono essenziali per ottenere i risultati.

Qual è l’oggetto più tecnologicamente avanzato che ha in casa sua?

Il nuovo MacBook Air.

Quanto tempo passa davanti alle mail sul cellulare, la mattina appena sveglio o la sera prima di coricarsi?

Purtroppo più del lecito. E, tra l’altro, predico bene e razzolo male perché rimprovero, per lo stesso motivo, mio figlio preadolescente.

Se fosse un piatto che piatto sarebbe?

Una tagliata di frutta di stagione.

Se fosse un quadro?

La deposizione di Caravaggio, che ho ammirato ai Musei Vaticani sette anni fa. Mi ha colpito per la luce diretta e la spontaneità, senza mezzi termini, che sono anche caratteristiche in cui mi riconosco.

Se fosse un film?

Barry Lyndon: l’uso innovativo delle luci e della fotografia che, al contempo, sono volutamente naturali e realistiche.

Se fosse una stagione?

Estate

Se fosse una tecnologia?

Un dispositivo wearable in grado di monitorare lo stato di salute e prevenire malattie.

Se non facesse il lavoro che fa, che lavoro farebbe?

Da ragazzo sognavo di essere un regista.

Se avesse una bacchetta magica…

Nel 1998 ho fatto il viaggio di nozze in Siria e ne ho un ricordo meraviglioso. Se avessi una bacchetta magica vorrei che gli abitanti si svegliassero dall’incubo e trovassero tutto come prima del marzo 2011.