Toshiba: la shadow IT è un problema soprattutto nella parte amministrativa

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Un’indagine Toshiba indica che la shadow IT nasce spesso nella parte amministrativa delle imprese, bisogna difendersene con la tecnologia ma anche il fattore umano

I CIO lo sanno bene: una IT in costante evoluzione porta vantaggi in termini di produttività ma anche, se non opportunamente seguita, nuove potenziali falle nella sicurezza aziendale. In questo è spesso l’elemento umano l’anello debole, anche all’interno delle infrastrutture IT più sicure, e una nuova ricerca Toshiba condotta tra i responsabili IT in Europa pone l’accento sull’uso della shadow IT nella parte amministrativa delle imprese.

Nella survey Toshiba, infatti, il 27 percento del campione di responsabili IT ritiene che i responsabili amministrativi siano quelli che più di tutti tendono a ignorare i regolamenti esistenti, soprattutto quando si tratta di usare le soluzioni IT senza approvazioni ufficiali. Il che genera ovviamente preoccupazioni nei CIO, perché proprio i dati finanziari dovrebbero essere quelli maggiormente protetti e un errore umano legato alla loro conservazione o diffusione può vanificare le forme di protezione presenti.

Il problema non riguarda però solo il reparto finanziario, la ricerca Toshiba infatti mostra che la maggior parte delle aziende si trova ad affrontare questo tipo di difficoltà. L’84 percento degli intervistati ha affermato che l’uso non autorizzato di sistemi e soluzioni IT avviene soprattutto a determinati livelli aziendali e il 43 percento ha dichiarato che è un problema molto diffuso.

Toshiba Mobile Zero Client - L'architettura
Toshiba Mobile Zero Client – L’architettura

Il problema della sicurezza ma anche i suoi rimedi sono sia tecnologici sia di metodo, spiega poi Toshiba. Da un lato la consumerizzazione porta a una commistione tra prodotti progettati per l’uso aziendale e prodotti “da casa”, che però non sono certamente allo stesso livello di sicurezza e funzionalità collegate. BIOS con crittografia, chip TPM (Trusted Platform Module) ed eventualmente soluzioni “zero client” sono approcci “pro” alla sicurezza che contribuiscono a creare un ambiente protetto.

D’altro canto la sicurezza non può essere totalmente demandata agli utenti e i CIO – che saranno i primi ad essere considerati responsabili di problemi per la sicurezza – “devono accertarsi che tutti i dipendenti siano formati quando vengono implementate strategie e infrastrutture IT“, evidenzia Massimo Arioli, Head B2B Sales & Marketing, Toshiba Personal & Client Solutions Company, Italy.

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Autore: Silicon
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