Tablet e smartphone, usarli è più facile che gestirli

MobilitySicurezza

QUIZ – L’utilizzo di tablet e smartphone ha cambiato il nostro modo di lavorare, ma quando si parla di sicurezza i pericoli sono ad oggi ancora sottovalutati. Le sfide vere arriveranno nei prossimi anni, ed è importante almeno prendere coscienza di alcuni problemi di base. Provateci, iniziando a rispondere al nostro quiz

Mobile Device Management: tutti ne parlano, ma le piccole aziende nel nostro Paese preferiscono chiudere un occhio e far finta di niente, le medie si pongono il problema, e parte di esse lo risolve, e le grandi – che però sono poche – sono le più attente e hanno già implementato soluzioni per la gestione del parco device in mobilità.

Sì perché se il Byod fa molto comodo al tessuto della nostra piccola impresa, perché in pratica ha scaricato su dipendenti, collaboratori e stagisti l’onere di essere sempre reperibili con il proprio device, magari pagandosi anche il traffico dati e voce – senza porsi minimamente il problema della sicurezza – ecco che per la media impresa il discorso inizia a farsi complicato, e per le imprese più grandi è addirittura complesso.

Servono soluzioni in grado di gestire i device per lavorare in mobilità. Devono garantire sicurezza nello scambio delle informazioni, sicurezza nell’accesso alle risorse aziendali, sicurezza dal punto di vista dell’installato, e rispetto della privacy soprattutto quando l’utilizzo del device è promiscuo (uso professionale e privato).

Bisogna inoltre poter controllare in un’unica dashboard sistemi operativi diversi, centinaia di account utente, e per ognuno in alcuni casi più account di servizio. Non solo, la prospettiva di difesa si sta spostando sempre più sulle applicazioni, perchè è chiaro che le difese di tipo ‘perimetrale’, anche tenendo conto che un perimetro quando si usa un device non c’è, rappresentano un approccio alla sicurezza di tipo preistorico.

BYOD-Pic
Byod e Mobile – Per qualcuno la soluzione per far usare alle risorse umane il dispositivo mobile preferito, per altri un comodo escamotage per risparmiare, con qualche rischio di troppo per la sicurezza

Blackberry che da sempre ha fatto della sicurezza uno dei cavalli di battaglia sia nella proposta dei device, sia delle proprie piattaforme di servizio (un tempo BIS e BES, oggi soprattutto BES), scommette proprio in questo ambito per tornare a essere protagonista nell’ambito della mobilità. Intanto sono scesi in campo i vendor di soluzioni per la sicurezza, come anche i protagonisti nell’ambito networking e virtualizzazione, come Cisco, Juniper, Vmware.

Ogni piattaforma mobile presenta poi punti di forza e debolezze: su Windows Phone il clima è ancora molto tiepido, perché mancano tantissime applicazioni di classe enterprise, e chi deve svilupparle aspetta a farlo che l’installato giustifichi la spesa. Blackberry ha rinunciato alla competizione facendo comunque sopravvivere la propria valida piattaforma, ma abilitando i device ad installare le app dell’Amazon store e parte di quelle Android.

Su Android il grande punto interrogativo non è certo sulla diffusione della piattaforma, ma la sua sicurezza, considerato poi che oltre il 90 percento del malware mobile è scritto proprio per il sistema operativo di Google. Al momento nessuno invece si può permettere di non sviluppare un’app di classe business per iOs, soprattutto quando si parla di tablet per gli information worker, e la piattaforma è certamente affidabile – diffusa e affidabile. Si vedrà nel tempo se Apple riuscirà a non dilapidare il patrimonio di installato. Perché è vero che in questo ambito bastano poche mosse false, o rimanere indietro di un solo passo, per trovarsi fuori dalla corsa.

Vi proponiamo ora un semplice quiz che possa aiutarvi, anche solo in un momento di relax, a riflettere su qualche aspetto della mobility finora trascurato. Potrebbe tornarvi comodo, oppure avrete soddisfatto un po’ di curiosità.

 

 

 

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