Soddisfazione in crescita tra chi adotta l’Enterprise Mobility

Direttore responsabile di Silicon, ITespresso, ChannelBiz e Ubergizmo dalla nascita, ama analizzare le dinamiche del mercato IT e le strategie dei vendor. Scrive da più di vent'anni di tecnologie, acquisizioni, hardware e software. Modera convegni e seminari. In passato ha diretto Techweekeurope, Gizmodo, Vnunet, PC Magazine e PC Dealer, iniziando il percorso professionale a Computerworld Italia dopo la laurea.

Emergono timori riguardanti budget e sicurezza per l’implementazione di una strategia di Enterprise Mobility. Ma soprattutto l’aumento della soddisfazione dei clienti delle aziende che hanno implementato una strategia EM. I dati da una ricerca commissionata da CA Technologies

Formalizzare le modalità di accesso dei dipendenti alla infrastruttura aziendale, attraverso i propri dispositivi mobile in modo sicuro, è uno dei fattori chiave che spingono strategie di Enterprise Mobility (EM)  fra le aziende italiane. Perché secondo CA Technologies, l’Enterprise Mobility è uno dei trend che maggiormente impatterà sul mondo IT (accanto a cloud e DevOps).E già oggi, secondo uno studio commissionato dall’azienda, il livello di  customer satisfaction dei clienti che hanno adottato strategie di Enterprise Mobility registra un aumento del 30%.

Luca Rossetti, senior business technology architect di CA Technologies
Luca Rossetti, senior business technology architect di CA Technologies

Un dato che emerge dalla ricerca intitolata  TechInsights Report: Enterprise Mobility – It’s All About the Apps (condotta da Vanson Bourne) che sottolinea i benefici dell’adozione di una strategia di EM, basandosi sui dati raccolti da un campione di 1300 responsabili IT in 21 Paesi, di cui 650 europei, provenienti da Regno Unito, Francia, Germania, Israele, Italia (75), Paesi Bassi, Spagna e Portogallo, Paesi scandinavi e Svizzera.

Ma, nonostante il trend della customer satisfaction dia soddisfazione anche ai Cio,  costi e sicurezza rimangono i punti di maggiore preoccupazione per gli IT manager. Non a caso le ristrettezze di budget sono additate dal 49% del campione come una delle difficoltà per l’implementazione di un progetto di EM, così come il 39% è allertato dai dubbi sulla tenuta della sicurezza e della privacy.  “Ma le aziende che adottando una strategia EM evitano quei rischi legati alla mancata conformità alle norme aziendali ed evitano il rischio della divulgazione dei dati aziendali in modo inconsapevole dai dispositivi mobili che i singoli dipendenti utilizzano per accedere alla rete aziendale” spiega Luca Rossetti, senior business technology architect di CA Technologies.

La gestione sicura delle App è una priorità dell’EM. Il 75% degli intervistati considera lo sviluppo di App mobile per  i clienti una necessità, più di quanti siano a favore dei progetti di Byod interni legati alla gestione dei device dei singoli dipendenti (il 25%).

Ma essendo il Byod un fenomeno dettato soprattutto dalle esigenze dei dipendenti, incalza Rosetti,  la loro spinta proattiva potrà offrire anche nuove opportunità all’IT. “La percentuale di spesa informatica dei centri IT crescerà del 50% nei prossimi anni per progetti legati alla mobilty, e nello stesso tempo anche la spesa dei reparti non IT crescerà del 33%”. Un fenomeno che impatterà su progetti delle aziende, perché la crescita esponenziale degli utenti e delle app è già iniziata: 1 miliardo di consumatori avrà  smartphone o un tablet entro il 2016,  305 miliardi di download di app saranno scaricate entro il 2016, 50 miliardi di dispositivi saranno connessi entro il 2020 e le vendite attraverso dispositivi mobile aumenteranno di 31 miliardi di dollari entro il 2016. “In questo scenario il Cio ha sfide e opportunità da cogliere legate al mondo della mobility, abilitando l’IT in mobilità, migliorando la produttività di dipendenti e fornitori, snellendo i tempi della esperienza di acquisto” puntualizza Rossetti.

La ricerca rileva, nelle aziende che già hanno adottato un progetto EM, l’incremento del 27% nella produttività dei dipendenti, del 35% nella fidelizzazione del personale e una crescita del 23% del numero di clienti. “L’adozione di una strategia di Enterprise Mobility – conclude Rossetti – segue un percorso ben preciso, strutturato in cinque step: stretegia, expertise, collaborazione, sicurezza, organizzazione”. In pratica occorre definire una strategia di mobility a livello aziendale evitando un approccio una tantum, consultare gli esperti dei vari dipartimenti per contribuire a definire strumenti e risorse, aumentare la collaborazione fra i team diversi all’interno di una azienda secondo le metodologie DevOps per far fronte a resistenze anche culturali, investere in tecnologie di gestione di sicurezza e, infine, formare personale esperto nello sviluppo di tecnologia mobile perché una volta stanziato il budget possa subito partire con il progetto. Le tre macro aree sulle quali lavorare, per tutti i Cio, rimangono device, app e contenuti, che poggiano  su una strategia di Identity Access Management e Security condivisa e accettata in azienda. Non una banalità.

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