Ricerca Samsung: Italiani in equilibrio tra vita privata e lavoro

Sicurezza

In un momento in cui lavoro e vita privata tendono a fondersi i risultati della ricerca Samsung dimostrano la necessità di confini chiari nell’uso di dati di tipo lavorativo e personale

La prossima versione del sistema operativo Android appena proposto agli sviluppatori all’evento Google I/O punta anche sulla possibilità di separare dati e attività personali da quelle collegate al lavoro . In questo senso diventa essenziale assicurare che i dati più confidenziali siano al sicuro. Samsung propone da tempo Knox, una tecnologia che in alcune sue parti sarà integrata proprio nella versione L del prossimo Android OS. Obiettivo comune della rinnovata collaborazione tra Samsung e Google resta quello di assicurare alla comunità delle aziende clienti una piattaforma mobile robusta e sicura che consenta agli utenti di non compromettere le proprie attività personali e lavorative. E proprio quello che una nota Samsung definisce come il work-life balance – l’equilibrio tra vita professionale e personale – viene analizzato da Samsung in una ricerca che ha coinvolto anche l’Italia. Anzi in Samsung si va ancora piu in là e si parla di un nuovo concetto, quello del work-life blend, la commistione tra vita lavorativa e vita privata.

Confermando in parte i dati emersi da un recente ricerca analoga commissionata da Microsoft , 9 italiani su 10 sovrappongono le due sfere dedicandosi a faccende personali durante l’orario lavorativo e svolgendo, di contro, attività lavorative nel tempo libero. Ciò è legato, in particolare, allo sviluppo di nuove competenze e abitudini sull’utilizzo dei dispositivi mobili. Secondo i risultati della ricerca People-Inspired Security in Europa sono proprio gli italiani a sovrapporre maggiormente vita privata e lavoro: il 90% di loro (contro il 77% della media europea) si dedica a compiti professionali al di fuori dell’orario d’ufficio, mentre l’86% (contro il 75% della media europea) svolge attività personali sul posto di lavoro.

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A detta degli Italiani, quest’abitudine costituisce un vantaggio: mentre il 43% dichiara di riuscire, così, a gestire meglio gli impegni personali, quasi la metà degli italiani (48%) afferma di poter svolgere una maggiore quantità di lavoro nel medesimo arco di tempo. Molto più semplicemente, il 34% considera il work-life blend un modo per ridurre lo stress. In questo contesto, i dispositivi mobili svolgono un ruolo chiave. La metà degli italiani (49%) utilizza, infatti, il proprio smartphone personale anche a scopo lavorativo, mentre il 32% usa, al contrario, lo smartphone del lavoro anche nella vita privata. Si calcola che in Italia in Italia si abbiano in media 11 app personali sui propri smartphone di lavoro e 9 app tipicamente professionali sugli smartphone personali.

Ma questi utenti si trasformano spesso anche in maniera inconsapevole in hacker : forti di una certa dimestichezza in ambito tecnologico, utilizzano a scopo lavorativo lo strumento che preferiscono senza tenere conto di policy o restrizioni aziendali. Anche da questo punto di vista gli italiani raggiungono il primo posto in Europa: più di un terzo di loro (34% contro una media europea del 26%) hanno utilizzato i propri device per aggirare consapevolmente sul lavoro gli ostacoli imposti dalla propria società, ad esempio usando smartphone personali per accedere a siti web di file-sharing, che possono essere bloccati sui dispositivi di lavoro.

A questo si aggiunge un altro dato : più della metà degli intervistati (52%) non sa se la propria società possieda una policy di sicurezza mobile e in ogni caso, se è a conoscenza della sua esistenza, non la conosce o la ignora. In questo contesto, educare le persone ad un uso sicuro dei dati aziendali sta diventando sempre più importante, soprattutto alla luce del regolamento generale sulla protezione dei dati dell’Unione Europea previsto entro la fine dell’anno. L’ultima bozza del regolamento suggerisce multe fino a 100 milioni di euro – o il 5% del fatturato mondiale annuo a seconda di quale delle due cifre sia maggiore – per le aziende che dovessero infrangere le regole, ad esempio processando i dati in modo non sicuro.

” È per questo motivo che uno strumento come Samsung Knox, la nostra piattaforma di sicurezza mobile, è così importante: tra le altre cose permette ai dipendenti di passare in modo sicuro sullo stesso device dalle applicazioni personali a quelle lavorative protette da password, a seconda delle esigenze”, ha dichiarato Sergio Ceresa, Head of Enterprise Business Division di Samsung Electronics Italia. “La buona notizia per le imprese italiane è che il 70% degli intervistati si dichiara più attento alla sicurezza rispetto ad un anno fa e che il 95% ha messo in atto comportamenti consapevoli, come ad esempio cambiare la password di lavoro (34%) o personale (43%)”.

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Autore: Silicon
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