Ricerca Fortinet: le preoccupazioni di sicurezza arrivano ai piani alti aziendali

Sicurezza

Le decisioni relative alla sicurezza IT raggiungono i vertici aziendali

Il 93% dei CIO e dei CTO italiani ritiene che il compito di mantenere le proprie aziende protette stia diventando sempre più difficile. La pressione dei vertici aziendali affinché l’organizzazione sia protetta, aumentata di quasi un terzo negli ultimi 12 mesi, fa della sicurezza un’iniziativa di primaria importanza tra quelle di business. Questo uno dei dati che emergono da una survey indipendente commissionata da Fortinet tra più di 1.600 Enterprise IT Decision Maker (ITDM) presso aziende con oltre 500 dipendenti.
Ma c’è di più. Tra i responsabili IT che riscontrano la pressione più elevata da parte dei vertici dell’azienda, il 50 % in Italia ammette di abbandonare o ritardare almeno una nuova iniziativa aziendale a causa dei timori in ambito sicurezza IT.

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Per sintetizzare i commenti alla ricerca da parte di Filippo Monticelli, country manager di Fortinet, emergono alcuni punti nodali. Non c’è una minaccia particolare su cui si appuntano le attenzioni dei CIO, ma lo studio indica una preoccupazione generale sull’impatto che produce un panoramana di varie minacce avanzate.

 

La crescente frequenza e complessità delle minacce si uniscono alle nuove esigenze che emergono da tecnologie come IoT e biometria. Le sfide principali individuate dagli ITDM in merito alla protezione delle loro organizzazioni riguardano frequenza e complessità crescenti delle minacce (88%) e nuove richieste della tecnologia emergente come Internet of Things e biometria (88%). In Italia registriamo la stessa percentuale per frequenza e complessità crescenti delle minacce, mentre nuove richieste della tecnologia emergente come Internet of Things (IoT) e biometria salgono al 94%.

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All’interno dell’organismo aziendale uno dei punti messi in luce dalla survey è che le preoccupazioni per la cyber sicurezza hanno ormai raggiunto anche in Italia le stanze dei consigli di amministrazione. Sale dunque il livello di consapevolezza da parte del board e dei manager responsabili delle linee di business. La pressione e le preoccupazioni portano alla nascita di nuove iniziative o alla ripresa di altre prima accantonate

Le sfide per i CIO sono dunque i rapporti con il board e le tecnologie emergenti ( mobilità, BYOD, compliance) che mettono a rischio la sicurezza. A livello tecnologico il CIO deve fare i conti con la disponibilità di risorse e con l’obbligo di ripensare le strategie aziendali. Ma a questo proposito non ci si lamenta più di tanto. Una contraddizione che lo studio non risolve. Alla domanda se avessero ricevuto personale e risorse finanziarie sufficienti per la sicurezza IT negli ultimi 12 mesi, tre CTO su quattro nel nostro paese hanno risposto in modo affermativo.

La maggior parte degli ITDM è stata chiamata all’azione da preoccupazioni crescenti in merito alla riservatezza dei dati ( in Italia 94%) e da iniziative di protezione dei Big Data ( in Italia 90%); nella maggioranza dei casi questo significa nuovi investimenti in sicurezza IT.

Nei diversi settori esistono grandi aspettative nei confronti dell’imminente avvento della biometria, con il 41% degli intervistati che ritiene che sia già disponibile o che lo sarà nei prossimi 12 mesi . Nel nostro paese il 60% afferma di disporre già degli strumenti per garantire che possa essere gestita in modo sicuro, del 40% che non si sente al momento preparato, il 20% degli intervistati ritiene che avrà difficoltà a proteggere la biometria anche in futuro.

Le questioni di alto profilo relative alla riservatezza dei dati richiamano all’azione, con il 94% degli ITDM che intende modificare di conseguenza il proprio modo di considerare la strategia di sicurezza IT. Tra questi, il 59% è propenso a investire maggiori fondi e risorse per affrontare la sfida, mentre il 41% preferisce rivedere la strategia esistente.

I settori con l’inclinazione maggiore all’investimento in sicurezza IT sono servizi finanziari ( 55%) e telecomunicazioni/tecnologia ( 61%). La ricerca ha inoltre indicato che le organizzazioni di grandi dimensioni hanno la tendenza più elevata a investire.

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Autore: Silicon
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