Quanto è sicura la Mobile Security?

Sicurezza

Uno studio sponsorizzato da PayPal indica i pericoli. Ma spesso sono sovrastimati anche se il terminale usa Android

Ma sono veramente sicuri i dispostivi mobili – e quanto? A questa domanda tenta di rispondere uno studio di PayPal e della National Cyber Security Alliance americana. Lo studio, che si basa su un’indagine che ha coinvolto mille adulti degli Stati Uniti riguardo alle loro opinioni sull’uso e la sicurezza dei terminali mobili, indica dove ci sono falle nella sicurezza mobile. Circa due terzi ( 63 per cento) degli intervistati non è a conoscenza di quali tipi di informazione finanziaria siano immagazzinati i sui loro dispositivi. Circa metà di loro sono tuttavia preoccupati della perdita dei dispositivi o e di quanto poterebbe succedere ai dati in essi contenuti.

Gli utenti sono dunque preoccupati di perdite o furti , ma non prendono le misure minime necessarie per proteggere i loro dispostivi. Più della metà degli intervistati non utilizza alcun sistema di blocco dei dispositivi. D’altra parte ormai quasi tutti i dispositivi mobili offerti sul mercato offrono un qualche sistema di blocco dello schermo; un PIN, un gesto particolare e nel caso del nuovo iPhone anche l’impronta digitale.

Le ragioni sono anche di evitare – ad esempio con il PIN di sblocco dello schermo – di digitare sempre più spesso il codice di accesso . Per questo molti esperti raccomandano di passare a un qualche tipo di riconoscimento biometrico.

Sul fronte degli attacchi anche se un flusso costante di rapporti sui dispositivi mobili – particolarmente in ambiente Android- continua a riferire di un crescente problema di malware, questo non è di alcun impedimento nell’adozione dei dispositivi mobili. Secondo lo studio la pericolosità è largamente sovrastimata. Una delle attività che viene spesso citata come best practice per la mobilità è quella di non permettere agli utenti il rooting dello smartphone. Con esso gli utenti ottengono il pieno controllo dell’amministrazione e della gestione del loro terminale, ma questo permette potenzialmente al malware di infettare il dispositivo. Anche in questo caso lo studio , senza incoraggiarne la pratica, non suggerisce la cosa come eccessivamente pericolosa.

Sul desktop o sul portatile tradizionale , l’utente è sempre in grado di installare tutto ciò che desidera e consentire l’accesso ai dati , mentre ci sono molte forme di protezione che possono essere messe in tatto , anche con questo tipo di rooting.

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Autore: Silicon
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