Plumtree e le applicazioni del futuro

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Il portale, nella nuova concezione aziendale, diventa elemento aggregante di applicazioni esistenti e punto di partenza per lo sviluppo di applicazioni future.

Parlare di abbandono è forse un termine troppo forte, ma di evoluzione sicuramente sì. È la strategia che ha messo in atto Plumtree nei confronti di un mercato troppo inflazionato e con poco valore aggiunto da trasferire alle aziende, che è sostanzialmente quello dei portali. “Tutti volevano e vogliono avere la loro soluzione di portale, afferma Paolo Restagno, country manager di Plumtree in Italia, e il portale è talmente inflazionato da non avere più senso reale nel contesto”. Lo sbandierano i fornitori di infrastruttura e integrazione, quelli di content management e di soluzioni documentali, ma anche gli ERP vendor e quelli di CRM. Plumtree, come società che ha sempre cercato di essere innovatrice dal punto di vista tecnologico, ha visto consolidarsi nel tempo l’idea già presente nella visione originale dei fondatori di creare il portale Yahoo-like per diventare l’interfaccia comune a livello intra e interaziendale per tutti gli utenti di risorse aziendali (informative, applicative…). L’idea, che forse nel 98 era un po’ prematura, perché gli standard non era ancora pronti a livello di integrazione applicativa, si è pian piano consolidata con l’evoluzione dei Web Services; l’infrastruttura Internet si è potenziata, quindi le aziende si stanno focalizzando sull’utilizzo di Internet non solo per aprire finestre informative agli utenti, ma soprattutto per creare dei veri e propri cruscotti di lavoro. Da qui si arriva a ciò che gli analisti definiscono in maniera più o meno uniforme come Services Oriented Architecture (SOA), un nuovo framework applicativo orientato ai servizi. È questa l’area in cui oggi Plumtree convoglia le proprie energie e concentra i propri sforzi. Per la società si tratta di un paradigma più che di una soluzione, inteso come modo nuovo di fare Information Technology, di ripensare i sistemi informativi per render- li più flessibili, agili, adattabili alle esigenze di business e molto più reattivi nei confronti delle necessità specifiche. La logica che si sta definendo è quella di immaginare i portali del futuro come applicazioni composite. L’infrastruttura SOA diventa un paradigma abilitante alla creazione di composite applications, applicazioni formate da oggetti o servizi, riutilizzabili e sostituibili, governati però da una logica omogenea (in termini di amministrazione, sicurezza, personalizzazione, ricerca,…). “Così concepito, dice Restagno, il portale diventa il framework aggregante dei servizi, l’elemento che permette all’IT aziendale di comporre le applicazioni e governarle in maniera univoca con una logica di sicurezza ben specifica, di personalizzazione, rendendo le applicazioni collaborative, fornendo funzionalità evolute, gestendo i contenuti nelle applicazioni che si vanno a disegnare.

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Autore: Silicon
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