Middleware, il duello tra Oracle e Sap

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Il middleware, come elemento di integrazione applicativa, non è più esclusiva delle società specializzate. Per Sap e Oracle costituisce ormai il fondamento di una rinnovata proposizione di offerta nei confronti dei clienti. E ciascuno persegue l’obiettivo con una propria e originale strategia

I l primo grande produttore Erp a capire che i clienti non avrebbero mai preferito avere un fornitore unico di soluzioni applicative, ma avrebbero continuato a scegliere i pacchetti migliori in un approccio best-of-breed fu Sap. Era il 2003. L’idea che la facilità di integrazione dovesse, sempre e comunque, far premio sulla ricchezza funzionale o sulle prestazioni non veniva accettata dalle grandi aziende che, addirittura, continuavano a mantenere in vita applicazioni legacy preistoriche. Ecco allora che il colosso di Walldorf cambiò bruscamente strategia e, facendo di necessità virtù, annunciò una profonda rivisitazione dei prodotti. Il risultato fu una nuova architettura service- oriented battezzata Enterprise Service Architecture (Esa) che ingloba e supera quella tradizionale basata su R/3 e i suoi diretti discendenti, e un framework tecnologico chiamato Net- Weaver. Questa nuova architettura definisce un approccio di tipo service oriented secondo il quale ogni soluzione applicativa può essere realizzata utilizzando una serie di funzionalità elementari, chiamate Web Services, che non sono confinate nei vari pacchetti applicativi, ma sono a disposizione dei programmatori per essere richiamate e utilizzate per realizzare le funzioni applicative richieste. Il tutto grazie a NetWeaver, piattaforma tecnologica aperta e allineata agli standard di mercato, compatibile con le principali piattaforme di sviluppo e con tutti gli Application Server che rispettano lo standard J2EE (Java 2 Platform Enterprise Edition), oltre che con la piattaforma di sviluppo proprietaria di Sap.

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Autore: Silicon
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