L’Europa vuole sanzioni più pesanti contro i cyber attacchi

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Il Parlamento Europeo propone sanzioni più pesanti per i cyber criminali. Pene fino a cinque anni

A cinque mesi dalla presentazione della strategia europea per la cyber security da parte della Commissione Europa , il Parlamento europeo ha adottato lo scorso 4 luglio una proposta di direttiva che vale rafforzare le sanzioni contro il cyber crimine. Le misure , già validate in maniera informale da parte degli stati membri , sono rivolte anche a facilitare la prevenzione e accentuare la cooperazione tra polizie e a livello giudiziario . La risoluzione è stata approvata a larghissima maggioranza dal Parlamento. I paesi dell’Unione Europea dovranno rispondere entro otto ora a richieste di aiuto urgenti. Quanto ai cyber criminali essi vedranno aumentare le loro pene.

Il testo propone di fissare almeno a due anni la pena della prigione per: accesso illegale o intervento nei sistemi IT o dati, intercettazione illecita delle comunicazioni , produzione di strumenti per commettere questi reati. E’ data facoltà agli stati membri di definire in questo quadro delle fattispecie di reati “ minori”. In questo caso un certo tipo di reato potrà essere punito in uno stato membro e non in un altro e viceversa.

Per cyber attacchi verso infrastrutture critiche ( energia , trasporti, sanità, governo) la pena massima della prigione potrà raggiungere almeno cinque anni. Il testo di legge introdurrà inoltre una pena di almeno tre anni di prigione per l’utilizzo di botnet ( reti di PC zombie) controllate a distanza dopo aver infettato un sistema con un agent malevolo. Le aziende saranno considerate responsabili delle infrazioni commesse in loro nome , ad esempio ingaggiando un pirata informatico per ottenere l’accesso a informazioni della concorrenza . In più si ritiene di dover mettere un blocco all’ottenimento di aiuti pubblici o di bloccarli per queste aziende.

Il Consiglio dell’Unione Europea dovrà adottare rapidamente la nuova direttiva relativa agli attacchi ai sistemi informativi e abrogare la decisione 2005/222/JAI. Il testo adottato entrerà a far parte entro due anni del diritto nazionale dei singoli stati .

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Autore: Silicon
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