Il sistema Prism della NSA ha accesso diretto ai server dei giganti di internet

Sicurezza

Caso Prism: le informazioni su Facebook, Google, Microsoft e altri a disposizione della agenzia governativa Usa

Prima le rivelazioni sull’accesso da parte delle agenzie governative USA alle informazioni che venivano scambiate tar gli utenti di Verizon, poi la scoperta che i giganti delle informazioni da Facebook a Google, da Apple a Microsoft permettono di accedere alle informazioni degli utenti direttamente dai loro server. Infine la difesa di questo tipo di procedure da parte della Casa Bianca e di esponenti del Congresso delgi Stati Uniti.

Ma andiamo per ordine: tutto nasce dalle rivelazioni di un documento in Powerpoint nella mani dell’inglese Guardian e del Washington Post che rivela l’esistenza del sistema denominato Prism che per l’accesso alle informazioni richiede la collaborazione  ufficialmente negata) da parte dei principali detentori di dati via internet. Anche Yahoo e AOL sono coinvolte. Twitter, nonostante il suo utilizzo a livello politico, non è nell’elenco. Secondo il documento la prima ad aderire è stata Microsoft nel 2007 e l’ultima è stata Apple nell’ottobre del 2012.

Le aziende hanno negato di aver preso parte a Prism, il programma con cui la National Security Agency avrebbe avuto diretto accesso ai dati degli utenti. Sono arrivate le smentite che tuttavia nel caso ad esempio di Google distinguono tra le richieste inoltrate in modo legale e la presenza di una vera e propria backdoor nei sistemi. Le 41 slide in PowerPoint invece indicano che Prism ha accesso sicuro a dati di ogni tipo: email, instant messaging, comunicazioni VoIP e foto. La difesa iniziale degli antigovernativi è stata che queste azioni non hanno per obiettivo cittadini americani, ma questa sorveglianza di massa è operata per scoprire minacce provenienti dall’esterno degli USA.

Le norme USA per la raccolta delle informazioni riguardanti le comunicazioni fanno parte della sezione 702 del Foreign Intelligence Surveillance Act che fonti ufficiali hanno indicato come riguardanti le attività di intelligence su persone non Usa al di fuori degli Stati Uniti. Gli attivisti per la privacy guardano attoniti alla vastità del campo di azione da parte della NSA. Infine la difesa di questo tipo di procedure da parte della Casa Bianca e del Congresso degli Stati Uniti alla viglia dei colloqui on la Cina in cui sono all’ordine del giorno i cyber attacchi di quest’ultima verso il territorio Usa.

 

La  Cina balza agli onori delle cronache quando si parla di ‘spionaggio’, hacker activism, attacchi governativi e così via…

 

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Autore: Silicon
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