Gli attacchi di DDoS a Spamhaus mostrano la debolezza di Internet aperta

Sicurezza

Nella settimana scorsa si è attuato quello che si ritiene uno dei più grandi attacchi di Denial of Service distribuito ( DDoS) che ha preso di mira Spamhaus

Bombe digitali vengono fatte scoppiare su Internet spezzando siti web con forza incredibile. In parte una ragione sta nella potenza di fuoco degli attaccanti che sono in grado di usare per il loro attacco anche 25 milioni di server aperti vitali per l’infrastruttura di Internet. Nella settimana scorsa si è attuato quello che si ritiene uno dei più grandi attacchi di Denial of service distribuito ( DDoS) che   ha preso di mira Spamhaus Project , un’organizzazione no profit che tenta di contrastare l’avanzata dello spam. E’ bastato che mettesse sulla lista nera usata per filtrare le email Cyberbunker , una società p olandese di hosting, per ricevere un attacco DDoS. Rapporti da Internet segnalano che come danni collaterali all’attacco gli utenti di Internet hanno dovuto subire un acceso ridotto a internet , anche se non una chiusura vera e propria.

Gli attacchi DdoS sono stati valutati tra i 75 e i 300 Gbps e hanno utilizzato quelli che gli esperti chiamano “ open recursive resolvers”, utilizzati nel processo dei DNS in cui gli Url vengono convertiti in indirizzi IP in modo che gli utenti possano accedere ai siti web per nome (es., google.com) invece che per numeri ( ad esempio 216.239.51.99). Nel caso di Spamhaus, sono stati usati 30 mila resolver DNS unici , soprattutto attraverso botnet.

Arbor Networks commenta così l’accaduto: “Arbor monitora gli attacchi DDoS da oltre dodici anni e finora abbiamo registrato picchi massimi intorno ai 100 Gb per secondo. L’attentato registrato supera di gran lunga gli standard rilevati negli ultimi anni, alzando la posta in gioco per i fornitori di servizi che si trovano in prima linea a combattere contro attacchi di tali dimensioni . Non ci sorprende che l’amplificazione DNS sia stata usata in attacchi di questo tipo, in quanto notiamo che proprio il DNS sta diventando il bersaglio privilegiato dei nuovi attacchi DDoS .Secondo l’ultimo Worldwide Infrastructure Report realizzato da Arbor, oltre un quarto degli intervistati ha subito nel corso del 2012 un attacco diretto alla propria infrastruttura DNS, con un incremento del 100% rispetto all’anno precedente”

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Autore: Silicon
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