Fortinet analizza la prossima “Connected Home”

Sicurezza

In gioco diverse tecnologie di sicurezza, autenticazione, reti private virtuali tra utenti, protezione da malware e sicurezza delle applicazioni

Con l’avanzare della domotica in versione IoT anche la sicurezza, oltre che la privacy, diventa un problema da affrontare per i proprietari di abitazioni. Fortinet analizza i trend con una survey globale rivolta ai proprietari di abitazioni su questioni chiave riguardanti l’Internet of Things (IoT). La survey intitolata “Internet of Things: Connected Home” offre una prospettiva globale su quali questioni in ambito di sicurezza e privacy sono in gioco e su cosa sono disposti a fare i proprietari delle abitazioni per abilitarla. In ambito di abitazione connessa avranno successo i vendor in grado di offrire un equilibrio tra sicurezza e privacy rispetto a prezzo e funzionalità .
La casa connessa è una realtà – La maggioranza (61%) degli intervistati ritiene “molto probabile” che l’abitazione connessa (un’abitazione in cui elettrodomestici ed elettronica sono collegati direttamente a Internet) diventi una realtà nei prossimi cinque anni. In Italia, il 53% ha risposto che è molto probabile che l’abitazione connessa diventi una realtà nei prossimi cinque anni.

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Timori in merito alla violazione dei dati – La maggior parte degli intervistati ha manifestato la preoccupazione che un elettrodomestico connesso possa essere coinvolto nella violazione dei dati o nella divulgazione di informazioni personali riservate.

Privacy e fiducia – Alla domanda sulla privacy dei dati raccolti, la maggior parte degli intervistati a livello globale ha risposto che “La privacy per me è importante e non mi fido del modo in cui questi dati possano essere utilizzati”. Il 42% in Italia concorda con l’affermazione.

Riservatezza dei dati – Per quanto riguarda la privacy, agli interpellati è stato anche chiesto come si sentirebbero se un dispositivo domestico connesso raccogliesse segretamente o in modo anonimo informazioni sull’utente e le condividesse con terzi. La maggioranza (62%) ha risposto “Totalmente oltraggiato ed estremamente irritato al punto da prendere provvedimenti”. Il 74% degli interpellati in Italia desidera il controllo personale dei dati raccolti o dei soggetti ai quali l’utente concede l’autorizzazione.
Inoltre, il 31% degli italiani ritiene che il produttore del dispositivo o il relativo ISP dovrebbe avere accesso ai dati raccolti. La metà dei consumatori richiede che i dati vengano regolamentati dal governo .
Quando ai proprietari delle abitazioni viene chiesto come andrebbero protetti i dispositivi domestici connessi, la divisione a livello globale appare chiara. In proporzioni quasi uguali, hanno risposto “Un router domestico dovrebbe fornire la protezione” o “Il mio provider Internet dovrebbe fornire la protezione”.

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Autore: Silicon
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