Facebook corre ai ripari, cerca il patteggiamento contro una multa salata

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Al centro della questione c’è la violazione di un accordo vincolante siglato nel 2011 tra Facebook e la Federal Trade Commission americana e pensato per proteggere la privacy e i dati personali degli utenti

Facebook sta trattando con le autorità americane nella speranza di trovare un patteggiamento in merito a violazioni della privacy che altrimenti potrebbero costare al gruppo miliardi di dollari di multa. E’ quanto precisa Il Sole 24 Ore Radiocor. Al centro della questione c’è la violazione di un accordo vincolante siglato nel 2011 tra il social network e la Federal Trade Commission americana e pensato per proteggere la privacy e i dati personali degli utenti.

La Federal Trade Commission ha aperto un’indagine lo scorso marzo, dopo lo scoppio dello scandalo legato a Cambridge Analytica, l’ormai defunta società londinese di dati che ha “impropriamente” condiviso dati di 87 milioni di iscritti alla piattaforma senza il loro permesso. La pena pecunaria potrebbe superare ampiamente quella pari a 22,5 milioni di dollari che la Ftc impose contro Google nel 2012 (allora fu un record per la violazione di un accordo con la Ftc).

Violazione privacy

La cifra della multa non e’ ancora stata finalizzata nelle trattative in corso, di cui ha dato notizia per primo il Washington Post. Facebook, riferisce il Financial Times, non ha commentato rimandando a una nota dello scorso luglio: “Stiamo cooperando con i funzionari in Usa, Regno Unito e oltre. Abbiamo fatto testimonianze pubbliche, abbiamo risposto alle domande e ci siamo impegnati a continuare ad assistere le autorità mentre continuano il loro lavoro“.

Il 7 febbraio scorso, il Bundeskartellamt, l’autorità antitrust
tedesca, ha stabilito che senza il consenso degli utenti, Facebook non può mettere insieme i dati personali provenienti da servizi diversi del social network, come Instagram, o da altri siti internet, scrive la Süddeutsche Zeitung. L’azienda, che grazie a questa raccolta dei dati ricava grosse entrate pubblicitarie, deve adeguarsi alla sentenza entro un anno. È la prima volta che le leggi Antitrust tedesche, da poco adattate all’economia digitale, sono applicate a una grande azienda tecnologica.

Al Nasdaq, il titolo Facebook ha ceduto l’1,4% a 161,60 dollari, in controtendenza rispetto al rally di cui gli indici a Wall Street sono protagonisti grazie all’ottimismo per i negoziati commerciali tra Usa e Cina.

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