Carbon Black porta in Italia la Cb PredictiveSecurity Cloud

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Carbon Black sbarca anche in Italia e porta la propria piattaforma cloud di big data e analytics gestita da un singolo addetto per rendere più semplice consolidare gli stack di sicurezza

I prodotti AV tradizionali non sono più all’altezza delle attuali esigenze di protezione e sicurezza. L’esclusivo approccio di Carbon Black che sfruttando i dati non filtrati generati dagli endpoint, la tecnologia streaming analytics e le potenzialità del Cb PredictiveSecurity Cloud permette ai nostri clienti di raggiungere un livello di protezione più elevato dagli attacchi informatici, mi rende particolarmente entusiasta dell’incarico, che mi vede responsabile delle strategie di vendita per Carbon Black in Italia”. Così ha detto Paolo Cecchi, country manager Italy di Carbon Black, azienda specializzata nella sicurezza che da pochi mesi ha aperto in Italia affidandosi a Cecchi e a Cristiano Voschion, regional channel account manager della società.

Paolo Cecchi

Un passato in aziende importanti in ambito It: Cecchi arriva da FireEye e da Juniper Networks; Voschion porta una grossa fetta di conoscenza in ambito security e canale arrivando da McAfee e poi Intel Security. Con Scott Lundgren, chief architect e Suzanne Ward, VP of marketing Emea and APJ, Silicon ha spaziato dagli esordi della società, proprio a opera di Lundgren, fino allo sbarco in Italia e alla necessità di sostenere un modello di ‘tutela della sicurezza’ che guardasse ai bisogni di ogni singola azienda. Dieci anni fa a Boston la società ha preso piede con un focus su endpoint security via cloud.

Grazie alla propria piattaforma cloud di big data e analytics Cb predictive security cloud, attraverso un’unica piattaforma gestita da un unico soggetto rende più facile per le società consolidare gli stack di sicurezza. Nascendo come cybersecurity innovator, Carbon Black è stato pioniere nelle soluzioni per diversi ambiti di sicurezza degli endpoint, incluse le applicazioni di controllo, rilevamento e risposta (Edr) e antivirus di nuova generazione (Ngav). Oggi la società ha 4.300 clienti a livello globale tra cui 35 delle 100 aziende nominate da fortune che hanno scelto la sicurezza di Carbon Black. Tre anni fa la società ha deciso di entrare in Europa, ha spiegato Lundgren. In Italia, secondo quello che ha dichiarato Cecchi, la realtà ha aperto l’11 giugno 2018, e oggi vede anche un system engineer e un sales oltre a un approccio tech che sappia parlare in quattro lingue.

Cristiano Voschion

L’azienda vuole espandersi, a livello di partnership e di canale, dato che è 100% canale e ha un unico distributore, Arrow con il quale definisce la partnership per diventare una channel oriented company. “Oltre all’approccio reseller abbiamo un legame con i managed service provider per portare soluzioni oltre a incident correspondance partner per risolvere i problemi dei clienti da un punto di vista tecnologico”, spiega Voschion. “Il supporto tecnico deve rispondere velocemente per capire ciò che è successo ed essere rapidi nelle soluzioni. Per questo – spiega Lundgren – si devono visitare spesso i clienti per essere consapevoli in anticipo degli eventuali problemi che potrebbero incontrare. Abbiamo capito che gli antivirus non sono più sufficienti ma dovevamo prevedere e prevenire attacchi per rendere meno dispendiose le uscite economiche dei nostri clienti”.

L’impegno di Carbon Black nel potenziare il canale rappresenta la principale ragione del proprio successo”, ha commentato Voschion. “In Carbon Black consideriamo i nostri partner un’estensione stessa del team. É assolutamente evidente come tutta l’azienda persegua l’obiettivo di instaurare relazioni profittevoli e far crescere il business dei propri partner, fornendo reale valore a collaboratori e clienti”.

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