Smart Cities e IoT possono restituire ai cittadini 125 ore all’anno

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Intel e Juniper Research hanno collaborato alla realizzazione di uno studio sulle Smart Cities. Dai progetti intelligenti messi a terra una serie di benefici. A partire dal risparmio di tempo sostanziale per i cittadini

La Terra resterà a lungo un pianeta vivibile? Quali sono gli indicatori che dovrebbero, ora, indurci a cambiare le nostre abitudini e a sfruttare fino in fondo le tecnologie che abbiamo a disposizione per stare meglio? Quanto tempo perdiamo per le inefficienze di vario tipo dell’ecosistema in cui viviamo?

Per queste domande abbiamo già risposte attendibili. Sono anni infatti che parliamo di Smart Cities senza averle ancora realizzate, o averlo fatto solo in parte.

Uno studio Juniper Research, commissionato da Intel classifica le 20 principali città intelligenti del mondo in base a quattro aree principali – mobilità, salute, sicurezza pubblica e produttività – e rivela come queste città offrano una serie di indicatori positivi relativamente al risparmio di tempo, maggiore produttività, miglioramenti della salute e della qualità della vita, oltre a un ambiente più sicuro. Lo studio offre anche il dato suggestivo per cui potremmo risparmiare 125 ore all’anno del nostro tempo, se potessimo vivere in città davvero Smart.

La Top 20 delle Smart Cities nel mondo secondo lo studio di Intel con Juniper Research

Sì, perché il concetto di “smart cities” (città intelligenti) promette di cambiare radicalmente il modo in cui i cittadini vivono, lavorano e si spostano, impiegando tecnologie dell’Internet delle cose (IoT) come sensori, contatori e sistemi di illuminazione connessi, per raccogliere e analizzare i dati al fine di migliorare infrastrutture e servizi pubblici.

Soluzioni che devono aiutare a risolvere i problemi più concreti. Per esempio, a Pechino nel 2010 sono rimaste bloccate in autostrada per 12 giorni auto che hanno generato una coda di 100 chilometri, un evento raro ma che potrebbe diventare molto più probabile e diffuso, considerata una previsione delle Nazioni Unite per cui entro il 2030 due terzi della popolazione risiderà nelle città destinate a diventare megalopoli.

Lo studio Juniper però rivela anche che, secondo i quattro parametri presi in considerazione, le città leader a livello mondiale nell’utilizzo di tecnologie IoT e servizi connessi stiano crescendo e siano Singapore, Londra, New York, San Francisco e Chicago. Queste città si distinguono per i loro sforzi di connettere le municipalità, le imprese e i cittadini per soddisfare la crescente esigenza di migliorare la “vivibilità”.

In particolare, andando a considerare le quattro aree verticalmente, per la mobilità le migliori risultano San Francisco e Singapore, per la sicurezza pubblica al top troviamo Chicago, New York e Singapore, per la salute Londra a cui segue Singapore, mentre per la produttività al vertice troviamo Chicago, Londra e Singapore.

E secondo Sameer Sharma, Global General Manager of Smart Cities IoT Solutions di Intel, sarebbe proprio la collaborazione tra urbanisti, funzionari della pubblica amministrazione, aziende private, OEM, sviluppatori di software e start‑up a creare ecosistemi di città intelligenti destinati a potenziare i cittadini, riducendo al contempo le emissioni di carbonio.

Le tecnologie Iot potrebbero aiutare a vivere meglio, sempre secondo i quattro parametri considerati a partire dai seguenti rilievi. Per la mobilità, per esempio, con una velocità media dei veicoli nelle ore di punta nelle città che è di soli 6,5 chilometri all’ora lo studio ha determinato che un’infrastruttura di gestione intelligente del traffico abilitata tramite IoT, strade più sicure, parcheggi assistiti e pagamenti immediati di pedaggi e parcheggi, potrebbero restituire fino a 60 ore all’anno ai conducenti, tempo che avrebbero sprecato bloccati nelle loro auto.

Per quanto riguarda la salute l’utilizzo di app indossabili per monitorare la pressione sanguigna, temperatura e tolleranza al dolore soprattutto in caso di gestione di condizioni croniche potrebbero evitare in modo mirato visite inutili negli studi medici e ospedalizzazioni non necessarie. Varrebbero addirittura 35 ore all’anno invece i progressi delle città intelligenti nell’ambito della sicurezza pubblica.

Per esempio a Portland, in Oregon (al XII posto dell’indice delle città intelligenti di Juniper) e San Diego (al XIV posto), Intel ha collaborato con GE e AT&T per implementare la soluzione Digital Infrastructure con Current, potenziata da CityIQ di GE, che consente al paesaggio urbano di generare dati preziosi. I lampioni si trasformano in beacon dell’infrastruttura digitale connessa, monitorando il ritmo della vita cittadina e consentendo a una serie di dipartimenti locali di essere più sicuri, più puliti e più efficienti.

Pochi esempi di uno scenario se non idilliaco certo in grado di offrire anche una percezione migliore dell’ambiente in cui si vive.

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