Sirti cambia passo con Lenovo e SAP, parola d’ordine? Semplificare

Progetti

Semplificare l’analisi dei dati, l’infrastruttura e i processi. Questo il mantra che ha guidato l’azione di Sirti, con Lenovo e SAP nel progetto Blue Project. Tre gli obiettivi, migliorare la governance dell’azienda, l’efficienza operativa e utilizzare processi standard

Si chiama Blue Project il progetto di Digital Transformation (Intelligent Transformation secondo il credo Lenovo) di Sirti accompagnata nel suo percorso da Lenovo per la parte infrastrutturale e dalle soluzioni di SAP. Nell’espressione più concreta, questa partnership “a tre” è declinata nell’implementazione in casa di Sirti di appliance Lenovo ThinkSystem e SAP S/4HANA, rispettivamente le soluzioni hardware e software che costituiscono il nocciolo di Blue Project.

Il progetto in verità è molto di più. Ne parlano Vincenzo De Lisi, CIO di Sirti con Matteo Losi, Innovation Director di SAP per South Emea e Alessandro de Bartolo Country General Manager di Lenovo DCG.

Lenovo, SAP e Sirti per il progetto Blue Project – Al centro de Bartolo (Lenovo), alla sua sinistra Losi (SAP) e a seguire De Lisi (Sirti)

Entriamo nell’era Post Digital

La Digital Transformation è realtà che riguarda sempre più aziende nel mondo, secondo Losi per cui addirittura si può parlare già di un’era Post Digital. Le nuove tecnologie hanno abbattuto le barriere all’ingresso, sul mercato gli hypercompetitor concorrono con i fornitori globali ad armi pari, e la catena del valore (cliente/fornitore) è sempre più corta, grazie alle soluzioni digitali con i clienti stessi che entrano a far parte dello scenario aziendale a tutto tondo.

Questo implica una trasformazione radicale dei modelli di business, e un’attenzione più alta all’evoluzione dell’offerta e del servizio. Un tema questo che è valido per tutti gli ambiti industriali, anche se indubbiamente il cambiamento ha riguardato in prima istanza i business diretti sui consumatori.

Secondo i dati IDC effettivamente la Digital Transformation rivoluzionerà nel medio termine tutti i business. In una recente indagine su 600 capitani d’azienda italiani è emerso come ben il 70 percento di essi già oggi si attenda un impatto forte della DT sui modelli di business, con il 47 percento che si aspetta l’ingresso di nuovi competitor e nuovi player.

La trasformazione in Sirti

Sirti stessa è un caso emblematico di un settore industriale che inizialmente si sarebbe potuto considerare ‘immune’ all’accelerazione della Digital Transformation, insieme per esempio all’industria pesante (acciaierie, raffinerie. E invece l’azienda ha deciso di abbracciare le opportunità di trasformazione a tutto tondo, a partire dai processi. L’azienda è nata nel 1921 come realtà di progettazione, realizzazione e manutenzione delle infrastrutture di rete e lavora oggi nelle telecomunicazioni, come nei trasporti. In Italia è una realtà di 4400 persone, di cui 2700 sul territorio, in una trentina di sedi.

Vincenzo Del Lisi CIO Sirti
Vincenzo Del Lisi CIO Sirti

La trasformazione digitale in Sirti è iniziata nel 2016 proprio nel periodo di ingresso del nuovo azionista (il 10 agosto 2016 Pillarstone Italy, piattaforma finanziaria fondata da Kkr Credit, ha rilevato il 100 percento del capitale da HIIT e Banca Imi) e comunque subito appoggiata dal nuovo amministratore delegato Roberto Loyola, che l’ha sostenuta con convinzione al punto da inserire Blue Project tra i tre programmi strategici del piano industriale dell’azienda. A livello di piano industriale il programma nel suo insieme è denominato Sirti Goes Digital con una serie di progetti tra cui appunto Blue Project.

In Sirti il 53 percento dei nuovi programmi vede il coinvolgimento della parte IT ma soprattutto si è innalzato il livello della regìa, con il top management coinvolto direttamente nella trasformazione. Spiega De Lisi: “In questo contesto è cambiato anche il ruolo del CIO, che oggi è orchestratore di tutti i nuovi processi aziendali e collabora fortemente con le risorse umane. Questo perché il cambiamento impatta oggi fortemente sul lavoro delle persone e sulle competenze”.

Il cambiamento tecnologico quindi è in accelerazione ma al centro c’è la tecnologia solo in quanto strumento abilitatore di nuovi processi. Sirti per costituzione ha sempre avuto un’importante infrastruttura tecnologica, ma ha identificato i driver fondamentali che giustificavano il cambiamento in tre punti: migliorare la governance dell’azienda, migliorare l’efficienza operativa, utilizzare processi standard.

Sirti, le scelte tecnologiche

Guidare i processi core e logistici senza standard oggi, anche per Sirti, non è più possibile. Sirti ha sostenuto un percorso difficile in questo senso per approdare a un company model e applicare i nuovi processi cross industry e cross branch. Da qui la collaborazione con SAP e Lenovo, la scelta di andare su S/4HANA. Il progetto è stato articolato in due macro fasi: una prima fase dedicata al disegno dei nuovi processi core dell’azienda e una seconda implementativa e di change management articolata in quattro passaggi, l’ultimo dei quali sarà completato nei prossimi mesi.

Interessante la scelta dell’evoluzione più importante, quella data driven per un’azienda che sostanzialmente non avrebbe avuto bisogno di gestire immense moli di dati. Spiega De Lisi: “Sirti non è un’azienda di Big Data, non ora, non ha importanti attività social, non ora. L’obiettivo finale, e quindi la scelta di un DB in memory, è però anche per Sirti la semplificazione dell’analisi del dato”. E questo ha giustificato la scelta.

Sirti oggi riesce a fare analisi sul dato transazionale direttamente concentrando i processi su un’unica piattaforma (con l’80/90 percento dei dati interrogabili in tempo reale) e, al momento, semplicemente su un paio di sistemi ThinkSystem. Significa la disponibilità di reporting runtime, in prospettiva sarà anche questo il vero valore, oltre alla semplificazione della gestione.

Alessandro de Bartolo – Country General Manager Lenovo DCG Italia

Non solo, con il progetto Blue Project Sirti vuole trasformare l’azienda attraverso una serie di passaggi fondamentali quali un controllo di gestione di dettaglio sui contratti, l’uso di costi e tariffe standard, l’analisi delle varianze di costi e quantità, il confronto dei diversi momenti di pianificazione di un progetto e la gestione integrata della pianificazione operativa assieme alla logistica e agli acquisti.

Per quanto riguarda strettamente la tecnologia, la scelta di Lenovo ThinkSystem ha semplificato la gestione, permettendo di avere un sistema scalabile in futuro con un budget in linea con le aspettative.

de Bartolo: “Con questo progetto siamo riusciti a dimostrare che ci sono alcune caratteristiche chiave – ma difficili da ottenere insieme – che pure devono coesistere: la varietà della proposta, pur in una fornitura taylor made, che sia al tempo stesso in grado di semplificare il lavoro dell’IT. E la collaborazione con SAP stessa va in questa direzione, ovvero, fare in modo che dalle fabbriche Lenovo, con un intenso lavoro di backoffice con il partner SAP, possano uscire infrastrutture che una volta a casa del clienti siano oggettivamente ‘semplici'” .

La partnership, tra l’altro, proprio in questi giorni ha portato all’annuncio di Lenovo sull’utilizzo S4/HANA all’interno delle soluzioni iperconvergenti Lenovo per nuovi livelli di semplificazione.
de Bartolo: “Il DC vede l’evoluzione verso mondo iperconvergente e Lenovo oggi certifica ThinkAgile HX per lavorare con S/4 HANA”.

Matteo Losi – Innovation Director, SAP South EMEA

Losi tornando al progetto aggiunge: “Il nostro mantra, pure, anche in questo progetto, è stato Run Simple, ovvero lavorare affinché si potesse sfruttare il massimo delle tecnologie offerte dall’hardware in una soluzione che in modo indistinto consenta di fare operazioni molto pesanti sui dati, quanto rapide sullo stesso tipo di repository”.

Oggi il modello SAP DS4 è alquanto semplificato: poche tabelle, tutte residenti in memoria, le operazioni sono fatte nella memoria principale, con aggregati on the fly, e le tabelle di aggregazione e sotto aggregazione sono state rimosse grazie alla disponibilità di risorse di calcolo. Oggi SAP che si muove anche in ambito AI e IOT proprio con partner come Lenovo sta lavorando sull’integrazione dei sistemi di fabbrica e all’utilizzo di architetture hardware di nuova generazione (non solo calcolo con le Cpu ma anche con le Gpu).

Nell’implementazione del Blue Project, Lenovo ha garantito a Sirti la certezza dei tempi di implementazione ed esecuzione del progetto, oltre al rispetto del budget e del Total Cost of Ownership dell’intero progetto. Dal punto di vista di Lenovo, Blue Project ha consentito all’azienda di rafforzare ulteriormente la collaborazione con un partner importante come SAP e di accrescere la propria esperienza nell’ambito della Intelligent Transformation.

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