Rifiuti tecnologici e nuove norme per i collettivi, il parere di Erp

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Erp ha allineato la propria offerta a D.Lgs. 14 marzo 2014, n. 49. Il parere di Canni Ferrari responsabile di ERP Italia sulle modifiche alla normativa RAEE

Erp significa European Recycling Platform, in Italia Erp è tra i principali sistemi collettivi per la gestione dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e offre soluzioni sia per la parte domestica, sia per la parte professionale. Fondato nel 2002 per iniziativa di Braun-Gillette – che oggi è diventata Procter & Gamble – Electrolux, Hewlett Packard e Sony, ERP è oggi presente direttamente in 15 Paesi (12 UE e 3 extra Comunità Europea).

Il 14 marzo 2014, il Consiglio dei Ministri Italiano ha approvato il D.Lgs. 14 marzo 2014, n. 49 che recepisce le novità introdotte dalla Direttiva europea (Direttiva 2012/19/UE) e Erp ha allineato la propria offerta. Dalla metà di aprile sono infatti entrate in vigore le nuove norme per lo smaltimento Raee con novità di rilievo riguardo i pannelli fotovoltaici e i piccoli elettrodomestici, ora – inoltre – c’è uno statuto unico che regolamenta i sistemi collettivi sul territorio.

L’obiettivo della Direttiva è ovviamente il potenziamento del sistema di raccolta, in modo che sia efficace e capillare e per contribuire all’incremento dei volumi RAEE. A questo proposito si possono segnalare le disposizioni che prevedono l’obbligo di ritiro cosiddetto “1:0″ dei piccoli RAEE da parte della grande distribuzione. I cittadini in questo caso possono conferire gratuitamente il proprio piccolo RAEE a un punto vendita di grandi dimensioni, senza obbligo di acquisto di una nuova apparecchiatura.

La novità maggiore è l’equiparazione dei rifiuti da pannelli fotovoltaici a quelli da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Ed Alberto Canni Ferrari, Country General Manager di ERP Italia, entra nel dettaglio e commenta: “Siamo soddisfatti delle novità riguardanti i dispositivi dual use e la norma legata all’1:0; siamo contenti perché rappresentano possibilità concrete per raggiungere i nuovi obiettivi di target. Bisognerà, invece, valutare bene tecnicamente come raccogliere i pannelli fotovoltaici poiché hanno caratteristiche tali da non poterli equiparare ad altri prodotti presenti nella categoria R4”.

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Alberto Canni Ferrari, Country General Manager ERP Italia

 

ERP Italia non teme eventuali nuove procedure da adottare a questo riguardo, perché l’azienda è strutturata da tempo per conformarsi ai nuovi requisiti stabiliti dal legislatore. Più preoccupazioni suscita invece lo statuto tipo cui tutti i sistemi collettivi dovranno uniformarsi, che il Ministero dell’Ambiente dovrà pubblicare.

E Canni Ferrari spiega: “La previsione dello statuto tipo rappresenta sicuramente un tema delicato visto che, in Italia, esistono 16 sistemi collettivi con strutture e organizzazioni specifiche e proposte commerciali differenti che costituiscono la fonte della loro competitività e, quindi, della loro ragione di esistere. Questi soggetti si sono sinora legittimamente organizzati e hanno operato secondo le normative previste sin dal 2007”.

Al centro delle osservazioni di Erp c’è l’auspicio che il Ministero dell’Ambiente, nel definire le caratteristiche dello statuto tipo, tenga in considerazione alcuni fattori: il primo è il fatto che la normativa europea continua a prevedere ampia libertà di organizzazione per i produttori che potranno prevedere anche di gestire individualmente la conformità RAEE; gli altri di pari importanza sarebbero, ad esempio, le regole di governance e, di conseguenza, di partecipazione dei produttori all’interno dei sistemi collettivi in modo da non snaturare il contesto competitivo con il rischio di penalizzare alcuni sistemi collettivi

 

 

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