GDPR, grande preoccupazione tra le aziende

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Una ricerca commissionata da NetApp fotografa il clima di preoccupazione nelle aziende a poche settimane dall’entrata in vigore del GDPR con tutti i suoi effetti. In Europa solo il 35 percento degli intervistati sa con certezza dove sono i dati aziendali

Per alcuni aspetti, il clima nelle aziende sulla scadenza del 25 di maggio, per regolarizzare la posizione riguardo al GDPR, ricorda quello vissuto per il Millennium Bug. Con la differenza che 18 anni fa non accadde effettivamente quasi nulla, mentre le conseguenze del GDPR si vedranno proprio a partire dalla fine di maggio per un tempo indefinito.

NetApp ha commissionato un sondaggio a Opinion Matters, a marzo del 2018, sondaggio che ha riguardato 1.106 dirigenti, CIO, responsabili IT o altri responsabili coinvolti nelle decisioni di acquisto IT di aziende con 100 o più dipendenti, in diverse nazioni europee e anche negli Usa. Mancano poche settimane e per il GDPR la parola che più rende l’idea è preoccupazione.

Un terzo degli intervistati afferma che la non conformità con il GDPR mette in pericolo la sopravvivenza della propria attività (35 percento), mentre due terzi degli intervistati hanno espresso una forte preoccupazione sul raggiungimento della conformità entro la scadenza.

Addirittura il 51 percento pensa che la non conformità potrebbe danneggiare la reputazione aziendale, con il 67 percento preoccupato di non arrivare in tempo. Percentuali più che verosimili e percepibili nel nostro confronto quotidiano con gli attori di mercato.

A mettere in pericolo l’attività aziendale sarebbero però non gli effetti dei data breach quanto piuttosto le sanzioni comminabili.

Sei passaggi di verifica fondamentali sui dati per il GDPR

Ricordiamo che la scadenza del GDPR si applica a tutte le imprese che trattano dati personali di cittadini UE, innescando alti livelli di preoccupazione tra i responsabili IT globali.

Il 67 percento, appunto, pensa che le proprie attività potrebbero non essere conformi fino a dopo la scadenza.

E la preoccupazione sale negli USA, che vivono di riflesso il provvedimento per i loro rapporti con i partner europei ed esprimono un certo livello di preoccupazione riguardo alla capacità della propria azienda di rispettare la scadenza.

Soprattutto sorprende che negli ultimi 15 mesi i “preoccupati” siano diminuiti appena del 15 percento, infatti in un precedente sondaggio NetApp dell’inizio del 2017, era emerso che il 73 percento degli intervistati in Europa aveva espresso la stessa preoccupazione.

Il primo passo per la conformità al GDPR è sapere perfettamente dove si trovino i propri dati in ogni momento, solo il 40 percento però è oggi in grado di dirlo e in Europa la percentuale scende al 35 percento.

 

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