La percezione di blockchain, cosa ne pensa la Rete?

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Reputation Manager ha monitorato le conversazioni online degli utenti per capire cosa pensa il Web di Blockchain. I risultati dell’indagine nell’era di Steemit, il social che premia con criptovalute chi ha più interazioni

Blockchain da argomento riservato agli esperti sta diventando tema di conversazione sempre più comune. Chi non sa cosa sia lo chiede, se lo fa spiegare, e chi ne parla vorrebbe saperne sempre di più. Bitcoin, con cryptovalute al seguito, ha contribuito senza dubbio ad avvicinare anche i non addetti ai lavori al tema. Sull’argomento allora Reputation Manager, un istituto di analisi e gestione della reputazione online di brand e figure pubbliche di rilievo, ha voluto condurre un’indagine specifica, monitorando le conversazioni pubbliche online degli utenti.

L’analisi si riferisce al periodo tra agosto 2017 e febbraio di quest’anno. Il monitoraggio è stato fatto partendo dai contenuti UGC (quelli generati dagli utenti sui diversi canali online: post/commenti ad articoli, blog…) e il primo dato rilevante è complessivamente di vero ottimismo.

Infatti, l’86 percento degli utenti confida nelle opportunità e nelle relative possibilità di business offerte dalle nuove tecnologie di transazione online anche per quanto riguarda l’utilizzo delle criptovalute. Il 14 percento del Web, invece, teme i pericoli incombenti che si nasconderebbero dietro al facile entusiasmo per le nuove scienze informatiche.

Mentre circa il 70 percento degli articoli online e dei commenti degli utenti lega l’argomento Blockchain con quello relativo a Bitcoin, citando spesso insieme i due termini (come abbiamo fatto anche noi in apertura, per dare subito un esempio pregnante) è verissimo che le applicazioni Blockchain più interessanti non necessariamente sono legati alle cryptovalute. Oggettivamente il concetto di Blockchain non è semplicissimo, e non è un caso che il Web restituisca il risultato anche di un campione in difficoltà sulla comprensione del fenomeno in generale, e ancora di più nella comprensione dei termini tecnici come ledger, miner, rete peer to peer, token ecc.

Più interessante, della ricerca di Reputation Manager, è la parte qualitativa. La sicurezza e l’affidabilità sono tra le tematiche più ricorrenti . Il sistema della catena a blocchi, open source, che rende l’alterazione dei dati registrati al suo interno incredibilmente difficile e per alcuni addirittura impossibile da modificare ottiene la fiducia di chi ne comprende le potenzialità. Altri, al contrario, non nascondono una certa preoccupazione nei confronti di un sistema automatizzato, basato su regole predeterminate e con un controllo umano pressoché assente.

Steemit – Il social network che premia le interazioni con criptovaluta

Un punto di vista comprensibile considerati gli eventi riportati dai giornali, dove – si badi – non è mai sotto accusa la tecnologia – quanto le applicazioni e i sistemi di mining. Un altro tema chiave sembra essere l’affidabilità data dall’indipendenza. I navigatori sottolineano pregi e debolezze conseguenti al fatto che non esiste un controllo, o meglio, esso c’è ma è affidato agli investitori e agli sviluppatori in generale.

Al momento infatti sono loro a “dettare le regole del gioco” senza interferenze di terze parti come governi o istituzioni. Non essendoci coinvolgimenti di intermediari collegati alle transazioni, i processi non solo si velocizzano di gran lunga ma si semplificano. Così tra i sostenitori più tenaci c’è chi afferma che grazie alla blockchain sparirà la burocrazia che rallenta i processi e la Pubblica Amministrazione sarà tra i principali beneficiari della nuova tecnologia. Allo stesso tempo ci sarebbe da riflettere sull’assordante silenzio proprio delle istituzioni che inseguono più che anticipare i bisogni di regolamentazione.

Viviamo senza dubbio la fase iniziale di un fenomeno che quindi si alimenta anche di bolle speculative, entusiasmi e catastrofismi (per esempio anche rispetto al possibile impatto ambientale) e il Web rispecchia questo clima. Così i commenti sono polarizzati da chi esalta le possibilità di guadagni favolosi grazie all’utilizzo dei Bitcoin, delle criptovalute e della tecnologia blockchain e chi al contrario avverte l’imminente  “catastrofe”.

Intanto però inizia ad essere molto chiacchierata la piattaforma Steemit che premia con “criptovalute virtualmente sonanti” gli utenti che pubblicano notizie, video, immagini, o che commentano e condividono contenuti. Steemit è tra i primi social network basati su tecnologia blockchain e registra quindi rigorosamente tutte le transazioni di “contenuti” online. I post di maggior successo sono maggiormente ricompensati. E questa è l’unica legge che davvero non cambia mai.

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