Il GDPR è qui, pieno vigore al nuovo Regolamento

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E’ il 25 maggio, il GDPR è in vigore con tutti i suoi effetti. Il Vademecum della Commissione Europea per comprendere e fare valere i propri diritti come cittadini e mettersi alla prova come azienda

Da questa mattina entrano pienamente in pieno vigore tutte le nuove norme sulla protezione dei dati personali (GDPR). Il tempo è scaduto per mettersi in regola, siamo al 25 maggio.
Se ne sono accorti un po’ tutti perché nei giorni scorsi le caselle di posta di milioni di cittadini si sono riempiti di informative, tipo “Noi  usiamo i tuoi dati così…”, “Qui puoi entrare in dettaglio…” “qui puoi cancellarti, qui vedere cosa sappiamo di te etc.etc.”.

Speriamo che dopo questa prima ondata, la smania della prima ora di manifestare la trasparenza nella gestione dei dati da parte di tutte le aziende rimanga la stessa. Perché il GDPR, vorremmo ricordarlo ancora una volta, non è la fine di un percorso – “La tua azienda è a norma? Ce l’ha fatta? Bon! Bene così. F-f-f-Fatto!! Non pensiamoci più” – ma l’inizio di un nuovo modo di lavorare in cui deve essere permesso a tutti, in modo veloce e concreto il controllo sulle modalità con cui i dati personali sono raccolti e utilizzati mentre si garantisce loro la migliore delle protezioni possibili in caso di fuga delle informazioni.

Lo ha ricordato a chiare lettere alla vigilia la Commissione Europea, sottolineando come da oggi in poi “ogni cittadino deve poter avere ed esercitare  il pieno controllo dei suoi dati personali” .

All’atto pratico questo dovrebbe significare che quando non si volesse più ricevere pubblicità di prodotti e servizi che non interessano, semplicemente dovrebbe tornare la tranquillità chiedendo di essere rimossi dalle liste di marketing dell’azienda da cui le si riceve, in pochi passaggi, magari due clic. Significa che se si volesse cambiare un fornitore si dovrebbe avere il diritto di ricevere una copia di tutti i propri dati dal vecchio fornitore, per passare così più agevolmente al nuovo.

Insomma le premesse ci sono davvero tutte e le regole più severe rispetto alle violazioni dei dati dovrebbero garantire di essere subito informati qualora la violazione mettesse a rischio diritti e libertà.

Già. In questi giorni però abbiamo visto anche come ogni azienda stia agendo un po’ a modo suo:le più conservative promettendo la cancellazione dei dati se non si rinnova la fiducia a che trattino i nostri dati, le più avvedute (pensando al business) semplicemente comunicando come tutto sia “ok” e dove andare a verificare come i nostri dati sono trattati e come esercitare i nostri diritti.

In ogni caso… Siamo proprio sicuri che tra 6/10 mesi sarà ancora così facile essere padroni dei nostri dati? E soprattutto che non cederemo alle lusinghe del marketing che ci avverte: “Fai quello che vuoi… Ma sappi anche che non posso offrirti e questo e questo e quell’altro se non dici sempre e solo sì”!

GDPR – Un esempio di alcuni diritti del cittadino

 

Già ora siamo messi bene, il nostro Parlamento non ha ancora votato il Decreto per l’assimilazione nel Gdpr della nostra vecchia normativa privacy e i dati della Commissione Europea sulla consapevolezza nel nostro Paese riguardo il Regolamento fa pensare.

La Commissione Europea comunica ed esamina così la situazione italiana: preoccupa il dato secondo cui solo il 31 percento delle persone (contro una media europea del 37 percento) ha sentito parlare di un’autorità pubblica deputata alla protezione dei diritti dei cittadini in materia di dati personali. A ciò si aggiunge che solo il 37 percento degli intervistati si rivolgerebbe al garante in caso di necessità (contro il 67 percento dei finlandesi); l’Italia è l’unico paese in cui la maggior parte dei cittadini opterebbe per il tribunale (46 percento).

Non basta: poco meno di otto italiani su 10 ritengono di non avere il controllo completo dei propri dati personali, mentre 6 su 10 dichiarano di non fidarsi delle aziende che operano online. Inoltre, 5 italiani su 10 esprimono preoccupazione in merito alle app dei telefoni mobili che raccolgono dati senza il loro consenso e più di 6 cittadini su 10 si preoccupano dell’uso che le organizzazioni potrebbero fare delle informazioni divulgate.

Ce ne è già così abbastanza, ma vogliamo cogliere l’occasione, oltre che per commentare per offrire effettivamente un servizio.
Ecco qui di seguito  i link più utili messi a disposizione dalla Commissione Europea.
Ben arrivato GDPR!

Vademecum Commissione Europa per il GDPR

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