Il bilancio di Red Hat sui microservizi

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Red Hat ha condotto una ricerca sui propri clienti di Red Hat JBoss Middleware e Red Hat OpenShift per indagare vantaggi e problematiche legate all’adozione dei microservizi in azienda

Lo scorso autunno Red Hat ha interrogato i propri clienti Red Hat JBoss Middleware e OpenShift su vantaggi ed eventuali criticità legate ai microservizi. Essi rappresentano una specifica tipologia di approccio alla scrittura software.

Le applicazioni sono scomposte in piccoli elementi, indipendenti e i microservizi, separati gli uni dagli altri interagiscono per il completamento delle attività dell’applicazione, mentre in un approccio monolitico ogni componente viene sviluppato all’interno di un unico elemento condiviso. Il vantaggio è una granularità maggiore nella composizione applicativa per cui è possibile condividere processi simili tra diverse app. 

Nello specifico ha indagato, tra le aziende che li stanno utilizzando quali siano i benefici più rilevanti, specialmente come essi possano rappresentare un fattore competitivo differenziante e come possano essere superate le problematiche che ancora sussistono.

Dettaglio di OpenShift WebConsole

La ricerca, al di là della prospettiva sulle specificità Red Hat offre alcuni spunti di riflessione interessanti sui microservizi tout court non solo per i nuovi progetti ma anche per riprogettare applicazioni già esistenti. Nel primo caso essi vengono giudicati come soluzioni ideali ma i benefici risultano tangibili anche quando si desidera aggiornare progetti già esistenti.

Così, il primo dato saliente è la percentuale complessiva del 69 percento degli intervistati che dichiara proprio di utilizzare i microservizi sia per creare applicazioni nuove che per riprogettare quelle esistenti. Non esistono tuttavia un’unica piattaforma runtime o un unico framework ideale per qualsiasi obiettivo.

Poco meno della metà degli intervistati infatti ha sottolineato come sia sempre preferibile affidarsi a una specifica tecnologia a seconda dei task, mentre quasi il 90 percento dei clienti sta effettivamente già usando o prendendo in considerazione tecnologie eterogenee per lo sviluppo degli stessi microservizi. Anche in questo ambito quindi la complessità degli ambienti sta portando a un approccio multi-tecnologico con le aziende che scelgono gli strumenti più adeguati per necessità specifiche.

La disponibilità di più runtime e framework e il loro utilizzo si colloca quindi come primo assunto nei progetti di trasformazione applicativa. I vantaggi più importanti sono: Integrazione continua (CI) / Implementazione continua (CD), agilità, scalabilità, un time to market più veloce, maggior produttività in fase di sviluppo e procedure di debugging e manutenzione semplificati. 

Più di un terzo del campione ha registrato benefici oggettivi nell’adozione dei microservizi in un arco temporale inferiore ai sei mesi dalla loro implementazione. Non si tratta certo di un approccio al momento in grado di rappresentare la panacea per tutti i mali perché il campione riconosce una serie di problematiche specifiche.

Sono identificate nelle sfide culturali e di organizzazione aziendale, nella gestione degli stessi, in fase di diagnostica e monitoraggio e generalmente nella richiesta di una disponibilità di tempo e risorse importanti. Fattori, alcuni, intriseci delle problematiche della Digital Transformation.

Tra le ricette per il loro superamento la ricerca ha evidenziato lo sviluppo e l’implementazione di tooling per i microservizi in-house, un’analisi accurata relativa alla riorganizzazione interna, la collaborazione con vendor esperti anche come consulenti di riferimento, e in ultimo l’utilizzo di una piattaforma dedicata proprio per i microservizi.

E’ un ambito questo dove l’expertise e la consulenza diretta del vendor o di un partner top può fare la differenza nell’apprezzamento dei benefici. E infatti i partecipanti all’indagine hanno segnalato di essersi affidati proprio ai vendor come consulenti di riferimento in tema di microservizi.

Al momento resta critico proprio disporre di un piano per valutare le soluzioni di microservizi disponibilisul mercato e analizzarle in modo accurato per selezionare quella che meglio risponde alle proprie necessità individuali.