KPMG: c’è un digital divide anche nella digitalizzazione delle imprese

CioErp e CrmProgettiSoftware

Un’analisi KPMG indica che le aziende più avanti nella digitalizzazione raccolgono più benefici e allungano il passo, mentre chi resta indietro non recupera

KPMG ha condotto un’indagine su un campione di cinquecento manager per capire come le loro aziende stanno portando avanti i rispettivi piani di digitalizzazione, con una particolare attenzione all’estensione dei propri processi verso il mondo della mobility. La sintesi dell’indagine è che c’è una forte divisione tra le aziende più evolute, che hanno attivato piani di digitalizzazione trasversali e integrati con il business, e quelle meno avanzate che portano avanti progetti frammentati e divisi che non danno una visione chiara e soprattutto un ritorno sugli investimenti.

KPMG definisce questi due gruppi di aziende rispettivamente come “high performer” ed “explorer”. Oggi solo il 21 percento del campione esaminato si inserisce nella prima categoria e solo il 25 percento circa ritiene di avere una strategia digitale davvero integrata. Ma la visione in avanti è molto ottimista: il 44 percento del campione afferma che nel giro di tre anni la propria azienda sarà una “impresa digitale” molto evoluta.

kpmg-digitalÈ anche una questione di evoluzione del mercato. Oggi la maggioranza (51 percento) del campione KPMG indica che dai canali digitali trae meno del 4 percento del suo business e un altro 10 percento che non fa proprio business digitale. Tra tre anni la situazione è prevista completamente diversa, con queste percentuali ridotte rispettivamente al 25 e al 7 percento. In tre anni la fetta maggiore (42 percento) del campione stima di fare digitalmente il 15-49 percento dei suoi ricavi.

La differenza tra aziende evolute e non sta in una constatazione banale: più cose si fanno, più vantaggi si vedono. Gli “high performer” mostrano alti tassi di creazione di linee di prodotto digitali (lo fa l’89 percento di loro), nuovi modelli di business (82 percento) e miglioramento nel lavoro dei dipendenti proprio grazie a digitale e mobility (71 percento). Usano molto anche il canale dei social media (82 percento) e gli analytics (81 percento) proprio per questo tipo di interazioni. In confronto le percentuali degli “explorer” sono molto più basse: rispettivamente del 20, 51, 29, 10 e 44 percento.

La conseguenza di questo si vede nei benefici rilevati: minori costi, più profitti e maggiore soddisfazione dei clienti. Tra gli “high performer” le percentuali di chi ritiene di aver conseguito questi benefici sono del 52, 49 e 41 percento; tra gli “explorer” sono invece del 33, 35 e 23 percento.

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