Gartner: digitalizzazione e PA non vanno ancora d’accordo

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Secondo i CIO del settore pubblico la mancanza di competenze e l’operare in organizzazioni troppo rigide non aiutano la digitalizzazione

Nelle aziende tutti parlano della digital transformation e degli impatti che questa sta avendo globalmente sui processi delle imprese di qualsiasi settore, ma se l’attenzione si sposta nelle Pubbliche Amministrazioni il panorama appare decisamente diverso e meno dinamico. È quanto traspare dai risultati di una indagine che Gartner ha condotto su un campione di quasi tremila CIO di tutto il mondo per capire quali siano ora le loro priorità e strategie in quanto alla digitalizzazione. Dalle risposte è stato tra l’altro possibile evidenziare alcune differenze fra lo scenario generale e quello descritto CIO della PA.

I CIO “governativi” ritengono che il 44 percento dei loro processi di business siano soggetti già ora a cambiamenti per via della digitalizzazione, una percentuale che prevedono in crescita al 62 percento entro due anni e all’80 entro cinque. La sensazione che i processi saranno inevitabilmente rivoluzionati dal digital è unanime e non dipende da come il singolo CIO abbia approcciato la digitalizzazione, se con una strategia trasversale o per obiettivi “tattici”.

Il numero dei grandi progetti ICT delle PA Centrali (OECD)
Il numero dei grandi progetti ICT delle PA Centrali (OECD)

Il rischio quindi per i CIO è non tenere il passo delle innovazioni, un rischio che secondo Gartner potrebbe aumentare nei prossimi anni se la pressione sui budget IT aumenterà e la shadow IT non sarà quantomeno coordinata e gestita. Inoltre, la mancanza di competenze interne e l’operare in un ambiente con organizzazioni e processi troppo rigidi sono state indicate come due delle principali cause che frenano lo sviluppo digitale.

Le previsioni dei CIO della PA per quanto riguarda i loro budget sono comunque orientate in positivo. Solo il 17 percento prevede una flessione della spesa IT nel 2016 e il 40 percento prevede anzi una crescita. Questo non vuol dire che non ci siano problemi: l’instabilità economica globale getta un’ombra sui budget governativi di qualsiasi tipo ed è un fattore che ha già frenato la diffusione della digitalizzazione nel settore pubblico.

Più in dettaglio, le priorità indicate dai CIO per gli investimenti del 2016 mostrano come business intelligence e analytics e in seconda battuta il cloud siano i campi di maggiore interesse, con in terza posizione gli investimenti infrastrutturali in datacenter. È una conseguenza anche dell’evoluzione nei modelli operativi degli enti pubblici, che sinora hanno gestito elementi “semplici” come portali per il pubblico o applicazioni con pochi dati sensibili, mentre ora passano man mano a operare con tipi di informazioni che sono sempre più oggetto di norme e restrizioni.

Gli altri settori principali di investimento indicati dai CIO della PA sono il mobile, la sicurezza, la modernizzazione dei sistemi legacy, appunto la digitalizzazione (al settimo posto), il networking, gli ERP e le applicazioni verticali.

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Autore: Silicon
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