Capgemini, le aziende pensano solo ai benefici operativi e perdono il valore dell’automazione

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Automazione, Digitalizzazione

Oltre un terzo delle aziende analizzate da Capgemini si sta concentrando su implementazioni caso per caso ma concentrandosi sui benefici operativi si perdono le opportunità migliori

Capgemini ha appena diffuso un nuovo report – Reshaping the future: Unlocking automation’s untapped value – il suo nome svela anche l’ambito della ricerca. Capgemini ha intervistato 705 dirigenti d’azienda che stanno sperimentando o implementando soluzioni in ambito automazione e ha analizzato oltre 110 casi d’uso reali in 6 settori.

Nello specifico si tratta di dirigenti provenienti da società che nell’esercizio fiscale 2017 hanno registrato ricavi superiori a 500 milioni di dollari, che stanno sperimentando o implementando tecnologie di automazione in vari di settori e paesi. Il 40 percento delle aziende ha un fatturato superiore a 10 miliardi di dollari. E l’indagine globale si è svolta a luglio 2018.

Lo studio evidenzia che il settore Automotive è all’avanguardia nelle implementazioni su larga scala. Tra le società che stanno già implementando sistemi di questo tipo, il 25 percento appartiene al settore automobilistico, seguito dai settori Industrial Manufacturing e Retail, entrambi al 15 percento. A livello di paesi, invece, Stati Uniti (26%), Francia (21%) e Germania (17%) sono i paesi in prima fila per quanto riguarda l’adozione di tecnologie di automazione su larga scala.

Nel complesso le aziende potrebbero ridurre i costi fino a 165 mld di dollari da qui al 2022, con i maggiori benefici in ambito Utility e Manufacturing, mentre per quanto riguarda i benefici interni le funzioni che hanno ottenuto i maggiori benefici sono quelle di back e middle office.

Le funzioni di back-office per procurement e supply chain e per la divisione Risorse Umane, sono quelle che, mediamente, ottengono il maggior ritorno sull’investimento (ROI), rispettivamente con il 18% e il 15%. Il 29% delle imprese che utilizzano l’automazione, la impiegano per le funzioni di front-office, come le vendite e il marketing.

La maturità nell’automazione, secondo Capgemini

E tuttavia il problema dell’automazione che fatica ad entrare in azienda oggi ha sostanzialmente una causa principale. E cioè l’incapacità a sostenerla come cambiamento di processo pervasivo. Infatti, solo un terzo (32%) delle società intervistate si concentra su casi d’uso “quick win” su ampia scala, che includono settori e funzioni aziendali, come per esempio: Request for Proposal (RFP) per il procurement, Onboarding per l’area HR, Lead generation per il settore sales & marketing, Controlli antifrode per l’area Financial Services, Manutenzione predittiva per l’Industrial Manufacturing. Invece oltre il 35 percento delle aziende si sta concentrando su implementazioni “caso per caso” in una serie di aree, come data entry o storage automation.  Dal report emerge che tali sviluppi non sono scalabili, sono difficili da implementare e potrebbero non portare a ingenti ritorni.

Inoltre il report ha analizzato anche alcune specificità delle aziende effettivamente all’avanguardia in termini di automazione e ha rilevato i seguenti tratti che accomunano chi ha saputo rendere l’automazione virtuosa. In questi casi per esempio emerge come il 68% degli appartenenti a questo gruppo ha avuto un chiaro percorso di trasformazione, mentre il 67% aveva a disposizione il budget necessario per realizzarla.

Inoltre  l’85% degli intervistati ha dichiarato che l’automazione è una priorità assoluta per la propria azienda, e un ulteriore 82% ha affermato che anche il management ne ha compreso l’importanza. E’ fondamentale infine concentrarsi sullo sviluppo delle persone e delle loro competenze: l’88% ha sottolineato che l’automazione è stata accolta con favore dai dipendenti, mentre l’83% ha affermato che l’implementazione di questa tecnologia ha portato alla creazione di nuovi posti di lavoro all’interno della propria azienda.

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