IT Life: Per Bozzoli (Enel) l’IT deve diluirsi nel business

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Carlo Bozzoli è in Enel da 32 anni. Oggi Direttore Information & Communication Technology del Gruppo guarda al cloud ibrido come passo necessario per le aziende italiane, in ritardo. Con una visione di rottura rispetto al passato: i dipartimenti IT devono scomparire come tali. Crede nella tripletta: cloud, big data/analytics, mobile

Nonostante sia in Enel dal 1984 Carlo Bozzoli non perde la verve della prima ora, oggi che ricopre il ruolo di Direttore Information & Communication Technology di Enel dal luglio 2014. Un percorso professionale iniziato dal “basso“, presso la Centrale termoelettrica di Turbigo e poi cresciuto man mano fino alla direzione generale del Gruppo, dove fino al 1999 si è impegnato su progetti di ridisegno del business, quelli che in slang IT si ama definire “business process reengineering”.
Gli anni dal 2000 al 2009 sono stati quelli dai progetti avvincenti: contatore elettronico, pianificazione IT, performance & quality management. Dal 2009 al 2014 ha lavorato sulla rete di distribuzione  e nella direzione commerciale prima di ricoprire il ruolo attuale a Chief Information Officer (CIO) del Gruppo, impostando, insieme al Chief Innovation Officer (CINO) e a un Comitato di innovazione, la strategia definita di Open Innovation per catturare informazioni provenienti dall’esterno, dalle università, dal mondo della ricerca, dalle piattaforme di condivisione delle idee. “Un approccio dove anche l’IT siede al tavolo del business, non come “servitore” di tecnologia o di servizi ma come elemento che discute di nuovi modelli a valore” precisa Bozzoli.
Ama il tennis,  la montagna e l’alpinismo ma la sua prima passione la deve al nonno che collezionava francobolli. 54 anni, 32 in Enel, laurea in Scienze Economiche, sposato, un figlio. Ma andiamo per gradi…

 

Carlo Bozzoli, Direttore della Funzione Global Information & Communication Technology Enel
Carlo Bozzoli, Direttore Information & Communication Technology del Gruppo Enel

1 – Qual è stato il progetto migliore della sua carriera? Quello che più lo ha appassionato, per le novità che portava, per la sfida tecnologica?
E’ facile rispondere: il contatore elettronico, realizzato a partire dal  2000, è stato il progetto che porto nel cuore, con la costruzione di sistemi a corredo sia a livello nazionale sia internazionale, che mi hanno tenuto impegnato per circa tre anni. La fase di realizzazione è stata molto avvincente, l’ho seguita dal 2000 al 2003 fino a 10 milioni di contatori installati.

2- Quale progetto sta seguendo oggi di particolare innovazione?
Tutto oggi ruota intorno al digitale e all’IoT, che sono i nostri obiettivi in termini di innovazione. Impianti di generazione, reti di distribuzione, servizi a valore aggiunto sia per Enel  sia per i clienti, retail e industriali. In primo piano tutte le questioni legate alla sicurezza dei dati, alla domotica e all’efficientamento energetico.

3 – Quale tecnologia utilizzava dieci anni fa?
I sistemi Erp, nello specifico quelli di Sap, che erano in una fase di esplosione una decina di anni fa. Erp in Enel è ancora oggi sinonimo di Sap, un tool ampliamente utilizzato che mi ha visto impegnato nella fase di introduzione della tecnologia in azienda.

4 – Quale tecnologia secondo lei si userà nei prossimi dieci anni?
Credo in una tripletta: cloud, big data/analytics, mobile. Un tripletta sulla quale si svilupperà l’IoT e senza la quale l’IoT non esisterebbe. Si raccontano tante cose sul cloud, ma il livello di adozione concreto è ancora molto basso in Italia: siamo il fanalino di coda dell’Europa. Si parla molto ma si fa ancora poco. E’ però un questione di sopravvivenza: nel mercato ci sono alcune aziende che lo hanno capito e si stanno muovendo in modo concreto e a passo rapido sulle tre dimensioni negli ultimi 18 mesi. Il digitale comporta nuove abilità nel definire modelli di business.

Carlo Bozzoli, Direttore della Funzione Global Information & Communication Technology Enel
Carlo Bozzoli, head of Global ICT in Enel

5 – Qual è il suo eroe tecnologico?
Eroe è ogni startupper che abbia voglia di innovare. Ammiro le persone che hanno grinta e voglia di fare e ce ne sono tantissime in tutti i campi. Sono loro che possono innescare nuovi modelli. A livello accademico la persona che più mi ha appassionato è Stephen Hawking, fisico teorico, matematico, cosmologo e astrofisico, noto soprattutto per i suoi studi sui buchi neri e sull’origine dell’universo.

6 – Qual è stata la sua tecnologia preferita? Quella che più ha amato?
Preferiti sono gli strumenti di Erp, con i quali ho convissuto tantissimi anni, ma anche la tecnologia Hadoop, per sfruttare oggi la mole significativa di dati.

7 – A parte l’azienda attuale in cui lavora, quale azienda lei ammira per il lavoro che sta facendo nell’IT?
Amazon, per come è nata e ha saputo sfruttare al meglio il momento, favorendo lo sviluppo del business e analizzando correttamente un mondo che avrebbe minacciato la stessa azienda e che andava così reinterpretata velocemente. Amazon ha capito chi la minacciava e per questo da store online di libri si è trasformata in un colosso IT sul cloud. Ha saputo ridefinirsi e riposizionarsi anticipando le minacce.

8- Qual è la sfida più grande per un dipartimento IT oggi?
Scomparire. Diluirsi nel business, anziché ritagliarsi un ruolo per sopravvivere. L’obiettivo è quello di percorrere un percorso da broker di servizi a parte della struttura di business, che siede al tavolo del management per la definizione delle strategie aziendali

9 – Favorevole al Cloud o contrario al Cloud?
Molto favorevole al cloud, oramai maturo per essere adottato in un modello di cloud ibrido, che ha un approccio consapevole al cloud.

10 – Cosa voleva fare da bambino?

L’ingegnere. Ma a distanza di anni ho cambiato idea e mi sono laureato in Economia, mentre già lavoravo essendo entrato in Enel giovanissimo nel 1984. La mia vera passione “antica” è però collezionare francobolli italiani: lo faccio da quando avevo 7 anni, sulla scia del nonno, ripercorrendo tutta la storia postale del nostro paese fino ad oggi. Un hobby che mi porto avanti sin da bambino…


Per saperne di più: Nella videointervista, Carlo Bozzoli ribadisce che “nella digitalizzazione l’IT è business”

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