AWS, come l’Intelligenza Artificiale, IoT e i Big Data spingono l’automotive

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Alcuni casi d’uso interessanti raccontano come è possibile sfruttare gli Amazon Web Services in ambito automotive. Dalla configurazione dell’auto in 3D alla guida autonoma per i camion

Stiamo vivendo un momento di passaggio. Le tecnologie promettono sempre di più, allo stesso tempo si deve anche comprenderle come sfruttarle al meglio, in casi concreti e soprattutto come declinarle poi su larga scala, perché entrino davvero, con il massimo delle loro potenzialità nella vita di tutti i giorni, con i relativi benefici.
Non per nulla si parla in questi mesi proprio di “casi d’uso”, in ambiti come 5G, IoT, Blockchain, AI e AR e Big Data. Non per nulla gli analisti sottolineano la mancanza – tanto più nel nostro Paese – di tutte le competenze necessarie per gli obiettivi che ci si prefigge di raggiungere.
Nello specifico dell’ambito automotive tenta una lettura del “momentum” AWS (Amazon Web Services).

Secondo il cloud provider guida autonoma, Internet of Things e servizi digitali stanno diventando sempre più centrali per questa industry, abilitando esperienze nuove e aprendo opportunità concrete per la creazione di valore. Anzi, l’automotive sarebbe uno dei settori in cui la trasformazione digitale sta giocando un ruolo importante perché l’innovazione è uno dei fattori principali e determinanti.

Non è un caso se anche a MWC 2018, una delle industry che trova maggiore ospitalità è proprio quella automobilistica. L’esperienza di guida infatti, per distinguere la proposta poi al consumatore, deve unire prestazioni e design ad una nuova dimensione della mobilità, all’insegna di assistenti virtuali e tecnologie di sicurezza, entertainment e sostenibilità ambientale, fino ai veicoli senza pilota che trasformano il concetto stesso di guida in qualcosa di nuovo. Si tratta di una vera e propria rivoluzione abilitata dall’intelligenza artificiale e da sensori intelligenti, e accelerata dalla potenza, flessibilità e scalabilità delle soluzioni cloud.

 Amazon Web Services ha presentato quindi alcuni esempi emblematici della trasformazione in atto: dall’auto connessa allo showroom virtuale, dai veicoli senza pilota alle mappe intelligenti, ecco le soluzioni che oggi spingono la mobilità nel futuro.

Per quanto riguarda la prevendita ecco che l’azienda software ZeroLight ha sviluppato, in collaborazione con Audi, alcune esperienze ultra-realistiche in cui è possibile esplorare, configurare e interagire con l’auto attraverso render 3D che ne riproducono e ne permettono la personalizzazione in ogni minimo dettaglio. Si tratta di un vero e proprio showroom personale, consultabile su qualsiasi dispositivo, in qualsiasi parte del mondo, perché oggi il processo di acquisto inizia sempre più spesso sulla nuvola.

L’esempio su AWS relativo a Internet of Things lo offre invece BMW che propone come parte dell’esperienza offerta sulla sua Serie 7, un esempio sofisticato di connettività intelligente ed elaborazione dati sul cloud chiamato Carasso (Car-as-a-Sensor). In pratica il guidatore dispone di informazioni costantemente aggiornate, ad esempio, sui limiti di velocità, l’ottimizzazione del percorso o le geometrie della sede stradale.

Il circolo virtuoso dei dati ha avvio dai sensori, che trasmettono i data set sul cloud di AWS dove sono pronti per essere elaborati da BMW coi propri partner di navigazione, per poi infine essere ritrasmessi come aggiornamenti costanti al mezzo. Una soluzione che è stata implementata nell’arco di sei mesi e che permette di comprendere quale accelerazione il cloud stia imprimendo all’industria automotive.

Un’applicazione di HD Live Map Here 360

Per quanto riguarda invece l’offerta sulle mappe, l’esempio riportato da AWS riguarda Here, che ha sviluppato una nuova soluzione basata sul cloud AWS, chiamata HD Live Map, che è in grado di fornire all’intelligenza artificiale tutte le informazioni necessarie per effettuare manovre in totale sicurezza e nel rispetto del codice della strada. Le mappe sono un tassello critico e indispensabile nelle future esperienze di guida autonoma: basti pensare che un veicolo senza pilota necessita di una mole di informazioni enormemente superiore rispetto ad un mezzo tradizionale.

Non si tratta solo di definire il percorso che il veicolo si accinge a percorrere. Si tratta di ricavare dalla mappa l’identificazione completa di strutture ed ostacoli nello spazio circostante, o ad indicazioni su eventuali incidenti e ingorghi o sulle condizioni atmosferiche. E il tutto deve essere costantemente aggiornato in tempo reale per evitare che, per esempio, una temporanea modifica della strada possa causare rischi per i passeggeri.

La tappa successiva riguarderà i camion. AWS racconta un nuovo primato nell’ambito della guida autonoma, con il superamento di un test di circa 200 miglia in un itinerario da Yuma, in Arizona, fino a San Diego, in California. Questo risultato è stato possibile grazie all’azienda TuSimple e al suo lavoro su algoritmi di deep learning sviluppati con Apache MXNet su AWS. TuSimple è riuscita nell’impresa addestrando l’intelligenza artificiale su decine di milioni di miglia di percorsi simulati.

TuSimple – Le risorse essenziali necessarie per sfruttare la piattaforma di guida autonoma

Una volta su strada la soluzione ha sfruttato, come sensori primari, telecamere da circa 30 fotogrammi al secondo, ovvero 100 MB di dati che sono stati passati attraverso strati di stack dedicati al deep learning. I risultati sono quindi ulteriormente combinati in algoritmi attraverso i quali il camion è in grado di prendere decisioni in tempo reale in base alle informazioni provenienti dalla strada, dalla sua velocità e angolazione e dagli altri veicoli.

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