Zte parla del suo futuro in Italia

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Il produttore cinese di sistemi di telecomunicazioni gioca le sue carte tecnologiche con gli operatori italiani

A poco a poco tutti i responsabili politici dei paesi occidentali si stanno convincendo ad andare a Pechino per i giochi olimpici. Lì troveranno ad accoglierli un’infrastruttura wireless 3G particolare, frutto di uno standard messo a punto dopo una trattative un po’ lunghe tra governo, operatori cinesi e produttori di infrastrutture e terminali, non solo cinesi. Parte importante delle forniture per il nuovo wireless arriveranno dal produttore cinese Zte Corporation , una società quotata, che si contende con Huawei, una società privata, anche qualche quota di mercato presso gli operatori e i carrier europei. Dunque se gli europei vanno in Cina, anche i produttori cinesi spingono sul mercato occidentale. Per loro gli sviluppi maggiori , con fornitura di soluzioni end to end fisse e mobili, sono sui mercati emergenti, ma in un’ ottica di espansione globale cominciano anche a fare importanti programmi anche in Europa.

Zte, che già dal 2004 dispone di un quartier generale alle porte di Parigi, da poco più di un anno sì è installata anche in Italia con una sede a Roma e da poco una fililae a Milano, mentre alcuni tecnici sono collocati a Torino presso il laboratori di Telecom Italia. Come spiega Fan Jiongyi, general manager di Zte Italy, la società ha come target primario i carrier cui indirizza un’offerta end to end, con una particolare focalizzazione sui prodotti di infrastruttura di accesso e sui terminali, dai cellulari più semplici alle data card e a breve anche gli smartphone in ambiente Linux e Windows Mobile

Le armi di conquista del mercato italiano sono, oltre naturalmente al fattore prezzo , un particolare capacità di personalizzazione delle soluzioni in funzione delle esigenze dell‘operatore e la possibilità di fornire assistenza di livello superiore e demo di soluzioni da un centro di competenza nel Futuroscope Park alle porte di Poitiers, in Francia. Il centro di competenza copre diverse necessità: supporto tecnico, dimostrazione di prodotti e soluzioni, formazione. Le attività europee di ricerca e sviluppo sono invece il compito di un centro collocato in Svezia.

In Italia, ricorda Fan, i rapporti di Zte con i quattro principali operatori hanno già dato diversi frutti: “ Vogliamo fare parte della comunità delle telecomunicazioni italiane”. Con Telecom Italia , giocando la carta della personalizzazione, Zte si è aggiudicata alla fine dello scorso anno un contratto di fornitura di soluzioni di accesso in fibra Fttb che hanno ottenuto in questi giorni la certificazione dei Ti lab, mentre sul fronte dei terminali produce data card e cellulari a marchio Onda. Con Vodafone i rapporti riguardano la fornitura di cellulari: “ siamo a 10 milioni di unità fornite in meno di un anno”. Quanto a 3 Italia, oltre ai cellulari le forniture riguardano le schede dati con il marchio Momo design.

Ma in generale in Europa si è agli inizi di una lunga strada che prevede per Zte obiettivi ambiziosi a livello mondiale da raggiungere entro la fine del decennio in corso. Tra di questi diventare il numero uno nel Wimax , il numero tre per l’accesso a larga banda e il numero cinque nei cellulari con 100 milioni di pezzi venduti nel 2010. La strada per raggiungerli passa dalla tecnologia, dove la stretta adesione agli standard si associa alla capacità di innovazione a livello ingegneristico e di ecocompatibilità. In primo piano le soluzioni wireless e di convergenza. Zte ha da poco rilasciato una stazione base multimodale Lte/Umts basta su Software Defined Radio.

Attraverso il software sulla medesima piattaforma hardware Zte è in grado di supportare ad esempio contemporaneamente Gsm e Wdcma senza componenti hardware aggiuntivi fornendo anche una soluzione “pronta” per Long Term Evolution. Un altro ambito riguarda l’accesso indoor per i privati e le aziende alla rete fissa e mobile attraverso la tecnologia wireless a brevissima distanza tramite Femto Cell.

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