Wow FI: parte il Wi-Fi diffuso e “comunitario” di Fastweb

Giornalista e collaboratore di TechWeekEurope, si occupa professionalmente di IT e nuove tecnologie da oltre vent'anni e ha collaborato con le principali testate italiane di settore

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Per gli abbonati Fastweb è possibile collegarsi alle reti Wi-Fi messe a disposizione dagli altri utenti, avendo così a disposizione una rete diffusa a livello nazionale

Un accesso Wi-Fi diffuso e “comunitario” per soddisfare l’esigenza di essere sempre connessi che ormai hanno tutti, professionisti e non. Questo è in estrema sintesi l’approccio che Fastweb ha seguito per il suo servizio Wow FI, lanciato oggi ufficialmente a Milano ma in realtà già testato negli scorsi mesi in vari medi centri italiani. All’atto pratico Wow FI è una rete Wi-Fi a copertura nazionale – o meglio lo sarà, man mano che il servizio sarà attivato in varie città – realizzata attraverso i router wireless Fastweb installati presso gli utenti. Il servizio non è pubblico ma dedicato solo agli attuali e futuri utenti Fastweb, per i quali è gratuito e senza limitazioni di traffico o di tempo di utilizzo.

Ciascun utente Fastweb può decidere di concedere accesso alla rete attraverso il suo access point. In uno scenario del genere la tutela della sicurezza e della privacy diventa fondamentale e in Fastweb hanno badato a questo aspetto. Il traffico generato dagli utenti “ospiti” è separato da quello degli utenti “di casa” e viaggia in un suo tunnel cifrato. In più un meccanismo di assegnazione delle priorità ai due tipi di traffico fa sì che quello esterno non danneggi le performance percepite di quello interno. Infine, il fatto che il servizio non sia aperto al pubblico garantisce che chi accede al nostro access point è comunque identificato e riconoscibile.

calcagnoDi fatto WowFI opera come una rete logica autonoma anche se insiste sulla tradizionale rete Fastweb. Questo ha permesso di semplificare la procedura di accesso al complesso degli access point Fastweb: non bisogna fare login ogni volta che si accede a un access point ma solo la prima volta, dopodiché l’utente è riconosciuto dal sistema di gestione della rete anche per tutti gli accessi successivi. Il client (smartphone, tablet, PC…) vede in ogni caso il medesimo SSID. Quindi non ci sono portali a cui identificarsi, app particolari da usare e nessuna delle procedure di accesso un po’ complesse che di solito hanno frenato i servizi di accesso Wi-Fi pubblico come quelli che diverse municipalità hanno provato a portare avanti.

Wow FI parte ufficialmente a Milano con 45 mila access point già disponibili – “in confronto la rete Wi-Fi pubblica più evoluta ne ha 500”, ha sottolineato Alberto Calcagno, amministratore delegato di Fastweb – ma il lancio si basa su una sperimentazione portata avanti sin dal 2014. Prima a Monza e a Livorno, poi in altre 19 medi centri italiani nel corso del 2015 per un totale di circa 150 mila hotspot attivi e circa 700 mila utenti. A Milano seguiranno Roma il prossimo febbraio, Firenze e Torino a marzo, Bologna e Genova ad aprile, entro fine 2016 tutte le altre città coperte dalla rete Fastweb.

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