Verizon: il bello del Software-Defined Networking deve ancora venire

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Gli utenti finali hanno capito i vantaggi del Software-Defined Networking ma pensano alle soluzioni più che alle tecnologie, ancora in evoluzione. Ne abbiamo parlato con Shawn Hakl, Vice President Product and New Business Innovation

Sinora la tematica del Software-Defined Networking è stata dominata dai produttori di apparati e dai fornitori di software: sono loro che pensano a come gli utenti useranno il SDN. Però in questa fase si spiega soprattutto la tecnologia, mentre i clienti comprano soluzioni“: siamo partiti da questa constatazione con Shawn Hakl, Vice President Product and New Business Innovation di Verizon per approfondire il ruolo che, in questa fase del mercato, un operatore di rete ha nel diffondere l’approccio del Software-Defined Networking nelle imprese utenti. Verizon lo sta facendo soprattutto grazie a una collaborazione con Cisco che ha portato allo sviluppo di un nuovo servizio di Software-Defined WAN che cerca di unire la flessibilità della rete Internet con le performance e l’affidabilità di una rete IP privata.

Il modello schematico della SD WAN di Verizon
Il modello schematico della SD WAN di Verizon

I primi messaggi sui vantaggi del SDN sono stati capiti e come conseguenza la maggior parte dei CIO è interessata al tema“, conferma Shawn Hakl. Ma più che dalla tecnologia Verizon preferisce partire dalla pratica e quindi dai casi d’uso che sta seguendo direttamente: “Abbiamo clienti – spiega Hakl – che usano il SDN come approccio per la segmentazione della rete, quindi un’applicazione tecnica, ma abbiamo anche applicazioni molto diverse, ad esempio nel mondo retail dove il SDN è una tecnologia usata per agevolare la digital transformation“.

L’obiettivo è comunque semplificare. Nel caso citato del retail, la logica omnichannel vuole (anche) che nei punti vendita ci sia una rete Wi-Fi, funzioni video e altri elementi tecnologici che richiedono connettività e accesso alle applicazioni d’impresa. Il Software-Defined Networking aiuta a realizzare e gestire tutto questo con più semplicità e facendo un uso migliore delle connessioni a larga banda che l’impresa utente ha a disposizione. E dato che i clienti di una certa dimensione ragionano sempre in ottica di rete distribuita geograficamente, il concetto di SDN applicato alle reti WAN ha un preciso senso di mercato.

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Shawn Hakl, Vice President Product and New Business Innovation di Verizon

In tutto questo il ruolo del partner è fondamentale perché, di nuovo, si tratta di trasformare la tecnologia in soluzioni e di farlo in maniera omogenea. “Una piattaforma comunque non è solo hardware da installare – commenta Shawn Hakl – e gli utenti hanno bisogno di chi li aiuta nel gestire tutta la soluzione“. Dato che poi parliamo di reti distribuiteServe qualcuno che abbia una offerta globale e una presenza locale, con l’esperienza per seguire le implementazioni… Nel nostro caso l’85 percento circa dei clienti europei sceglie i servizi gestiti, ma per chi vuole realizzare progetti più in autonomia ci sono i nostri servizi professionali“, spiega Hakl.

E la competenza tecnica sarà sempre più importante perché il Software-Defined Networking ha ancora molto da dire. “Per fare un paragone – spiega Hakl – siamo in una fase analoga a quando anni fa la virtualizzazione arrivò nei datacenter. Il Software-Defined Networking è all’inizio del suo cammino: ora è una tecnologia funzionante e implementabile, i cui benefici appaiono tangibili. Ma ci saranno saranno nuove fasi di innovazione. Ad esempio ora si stanno ricostruendo le singole funzioni di rete esistenti per farle meglio, come accade per i virtual firewall, ma non abbiamo ancora visto l’innovazione che viene dal mettere tutte queste evoluzioni insieme. Ci sono cose che che non abbiamo ancora immaginato ma che saranno realizzate“.

Una matrice dei possibili vantaggi del SDN lato network management
Una matrice dei possibili vantaggi del SDN lato network management

Uno degli elementi per cui, secondo Verizon, il SDN non ha ancora fatto vedere tutto il suo potenziale è legato alla parte di gestione della rete, che può diventare ancora più proattiva e automatica. “Tutte le soluzioni software-based – spiega Shawn Hakl – portano più dati che semplicemente distribuire sonde sulla rete. Trasformare questi dati in informazioni da cui derivare azioni è un’altra cosa, ma il collegamento si può fare e arrivare così a una gestione più basata sull’automazione“.

Non solo nel caso della risoluzione di eventuali problemi, ma anche per garantire la costanza delle prestazioni della rete. Perché in ultima analisi il valore che un CIO vede in soluzioni come la Software-Defined WAN di Verizon è collegare gli utenti alle applicazioni di cui hanno bisogno, utenti che sempre nell’ottica della digitalizzazione sono interni ma sempre più anche esterni, ossia i clienti.

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