Tim, i voti di Elliott silurano Genish. Deleghe temporanee affidate a Fulvio Conti

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Alla vigilia del voto in Europa sul Codice delle Comunicazioni Elettroniche, Elliott, per accelerare sulla rete unica, sfrutta i voti dei suoi consiglieri e silura Amos Genish, AD di TIM, che auspicava uno scorporo sui generis con il ruolo di controllore assegnato alla sua azienda

I commenti di Amos Genish, Ceo di Tim, che riguardo lo scorporo della rete commentava come spettasse a Tim il ruolo di ‘controllore della rete’, ,mentre la sua azienda ancora festeggiava i risultati di Borsa, sono piaciuti a Vivendi, ma non ad Elliott.

E così con un Cda tra i più veloci della storia del gruppo Amos Genish è stato invitato a lasciare la guida di Tim e gli sono state revocate le deleghe come Amministratore Delegato. Sono stati proprio i voti dei dieci consiglieri di Elliott ad averla vinta, considerato che dal primo giorno Vivendi ha sempre sostenuto l’operato di Genish.

Amos Genish, ex Amministratore e Direttore Generale di Telecom Italia

Relativamente laconico il comunicato dell’annuncio da parte dell’azienda: “Il consiglio di amministrazione di TIM, riunitosi in data odierna, ha revocato con decisione assunta a maggioranza e con effetto immediato tutte le deleghe conferite al consigliere Amos Genish e ha dato mandato al Presidente di finalizzare ulteriori adempimenti in relazione al rapporto di lavoro in essere con lo stesso. In conformità al piano di successione degli amministratori esecutivi adottato da TIM, le deleghe revocate al consigliere Amos Genish sono state provvisoriamente assegnate al presidente del consiglio di amministrazione (Fulvio Conti, Ndr).
Il presidente del comitato nomine e remunerazione ha provveduto alla convocazione dello stesso comitato per gli adempimenti di sua competenza relativamente alla individuazione del nuovo amministratore delegato. È stata convocata una nuova riunione del consiglio di amministrazione per il giorno 18 novembre 2018 al fine di provvedere alla nomina di un nuovo amministratore delegato.
Il consiglio di amministrazione ringrazia Amos Genish per il lavoro svolto nell’interesse della società e di tutti i suoi stakeholders in questi quattordici mesi di intensa attività”.

 

Fulvio Conti, Presidente del Cda di TIM, a lui affidate pro tempore le deleghe fino al 18 di novembre

Proprio le dichiarazioni sulle rete unica, da Silicon commentate questa mattina, sarebbero state alla base del ritiro delle deleghe. Come Silicon.it ha scritto l’idea di creare una rete unica, evitando investimenti infrastrutturali inutili ma con il controllo che sarebbe dovuto rimanere a Tim, fortemente indebitata, devono essere sembrati una contraddizione in terminis.

Elliott, diversamente dai francesi di Vivendi (che a nostro avviso non hanno alcun interesse in un progetto di Rete Unica) sarebbe favorevole all’idea di una rete unica e di un effettivo completo scorporo degli interessi. Potrebbe significare una forte riduzione dei debiti (Tim ha perso oltre 860 milioni di euro nei primi nove mesi del 2018) e la possibilità di beneficiare dei vantaggi previsti dal Codice Ue delle Comunicazioni Elettroniche che prevede sostanzialmente uno scenario di questo tipo.

Ovviamente uno scenario già commentato precedentemente in modo molto positivo dal presidente di Open Fiber Franco Bassanini che a tempo debito aveva commentato: “L’accordo costituisce un importante passo in avanti nella modernizzazione del quadro normativo europeo delle TLC perché riconosce l’urgente necessità di investimenti infrastrutturali]…[ Il nuovo codice disciplina per la prima volta il modello wholesale only creando le condizioni migliori per lo sviluppo di operatori infrastrutturali puri, che si dedicano allo sviluppo di reti a cui tutti gli operatori interessati possono accedere in forma paritaria e non discriminatoria. L’operatore wholesale only, privo di unità di business retail, può interamente dedicarsi allo sviluppo di una rete sempre più performante da offrire in particolare agli altri operatori TLC che sono visti esclusivamente come clienti e non come concorrenti. Questa evoluzione normativa consente un più rapido cambiamento nella direzione della Gigabit society, creando le condizioni per una digitalizzazione più pervasiva e una maggiore competitività dell’economia”.

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