Telecom Italia: meno fatturato ma più investimenti

Giornalista e collaboratore di TechWeekEurope, si occupa professionalmente di IT e nuove tecnologie da oltre vent'anni e ha collaborato con le principali testate italiane di settore

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Telecom Italia chiude il 2015 in flessione ma annuncia un piano di investimenti per far crescere la rete in fibra ottica e puntare su servizi a valore aggiunto

Telecom Italia ha predisposto un piano di investimenti di circa 12 miliardi di euro da qui alla fine del 2018, un processo di sviluppo accelerato rispetto alle previsioni precedenti che vede la maggiore fetta (6,7 miliardi) dedicati alla “componente innovativa” allo scopo anche di aumentare la copertura nazionale con reti di nuova generazione e raggiungere l’84 percento della popolazione con fibra ottica e il 98 percento della popolazione con la rete mobile LTE. Allo sviluppo della rete fissa in fibra ottica saranno dedicati 3,6 miliardi di euro, alla rete mobile LTE 1,2 miliardi di euro.

Nel complesso l’obiettivo di Telecom Italia è diventare una “Digital Telco & Platform Company”, in sostanza puntare su una rete fisso-mobile gestita in maniera convergente e da usare come piattaforma abilitante per la distribuzione di servizi e contenuti digitali “premium”. Anche per questo TIM ha preannunciato l’intenzione di puntare anche su offerte a pacchetto (dispositivi mobili più abbonamenti dati) definiti “in grado di generare un maggiore ARPU”.

Marco Patuano, AD di Telecom Italia
Marco Patuano, AD di Telecom Italia

Proprio la necessità di sempre maggiore banda, anche per i servizi multimediali, dovrebbe consentire all’azienda di ridurre la contrazione del numero di clienti su rete fissa per raggiungere una sorta di “pareggio” nel 2018. Questo proprio grazie alla diffusione della rete in fibra che è certamente più attraente di quella in rame. Telecom Italia prevede di avere 5 milioni di utenti su fibra nel 2018.

Nel piano c’è un sensibile accento sulla componente multimediale (video, musica, giochi, publishing). Parlando agli analisti il CEO Marco Patuano ha spiegato che questi servizi non sono grandi generatori di fatturato ma aiutano a fidelizzare la clientela.

Telecom Italia ha anche spiegato che il piano triennale 2016-2018 “è inoltre caratterizzato da una forte disciplina finanziaria”, un elemento utile perché il debito della società impedisce di ampliare più di tanto gli investimenti che invece sarebbero necessari per evolvere tecnologicamente. I risultati per l’anno 2015 d’altronde non permettono di evitare questa “disciplina”: la società ha fatturato 19,7 miliardi di euro (-8,6 percento anno su anno) e ha registrato un utile operativo (EBITDA) di 7 miliardi (-20,3 percento anno su anno). Il mercato nazionale rappresenta quasi l’80 percento sia dell’utile sia del fatturato. La società ha un debito complessivo di 27 miliardi di euro, in crescita rispetto al 2014.

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