Svolta HP sul networking: nuova linea di apparati HP con software open

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HP annuncia switch di rete open basati su Linux e prodotti a Taiwan in partnership con Accton Technology e Cumulus Networks

HP si affida per una nuova linea di switch di rete a un’azienda di Taiwan, Accton Technology, e utilizzerà software basato su Linux messo a disposizione in modalità open source da un’altra azienda, Cumulus Networks. Una relazione commerciale che sottolinea l’impegno di HP nel fornire soluzioni di rete disaggregate.

 

Per gli analisti, che ricordano come nell’esercizio fiscale concluso a fine ottobre HP abbia generato 2,6 miliardi di ricavi dalla sua linea di apparati di networking di produzione interna, si tratta di un’altra mossa di avvicinamento al prossimo ottobre, che vedrà HP dividersi in due separando l’offerta enterprise da quella consumer.
L’abbraccio della filosofia open source nel software di networking e la fornitura di prodotti hardware per via indiretta vengono considerate all’interno di HP una scelta evolutiva imposta dai mercati emergenti. D’altra parte a livello tecnologico è una scelta obbligata, date le preferenze del mercato verso sistemi convergenti (server, storage e networking) dove solo il software open source sembra avere la capacità di fare da collante con risparmio di costi e semplificazione delle installazioni.

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Il fornitore di HP, Accton Technology, ha prodotto apparati di rete per il vendor americano in
questi 20 anni. Il software open source sarà fornito da Cumulus Networks, che già lo scorso anno aveva annunciato un accordo con Dell per fornire apparati low cost. La relazione di Cumulus con HP non è esclusiva e HP potrebbe aggiungere altri fornitori a sua volta, scrive il New York Times.

La decisione sugli apparati di networking indica poi la volontà dei maggiori player del mondo IT (nel caso delle reti anche Cisco) di muoversi verso i segmenti di mercato più remunerativi relativi al software e ai servizi. I nuovi prodotti sono indirizzati ai settori delle telecomunicazioni e della finanza che utilizzano maggiormente cloud computing, mobility, big data e risorse all’interno dei loro data center.

Va ricordato che sulla strada della esternalizzazione dell’hardware HP ha siglato lo scorso anno una joint venture con la taiwanese Foxconn per la produzione di server a basso costo, che debbono trovare impiego nelle attività di cloud computing. Una mossa più conservativa di quella di Ibm, che ha consegnato tutta la sua attività server in architettura X86 alla cinese Lenovo. Mossa ancora diversa da parte di Dell che ha scelto la strada della totale privatizzazione per reiventare sé stessa. Sul fronte del networking al lato opposto si colloca Cisco, numero uno mondiale con 47 miliardi di dollari di fatturato annuale, che continua a spingere sul pedale dei prodotti proprietari.

Tornando ad HP, per la società il networking fa ancora parte del futuro, nonostante la situazione di trasformazione del mercato tradizionale verso un’offerta diversificata.

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Autore: Silicon
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