Uno studio Alcatel-Lucent : 40 app mobili sotto analisi

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Nelle app mobili oltre al traffico utile occorre considerare anche quello di servizio. Conseguenze rilevanti mentre si discute di sviluppo dei nuovi servizi

Alcatel-Lucent ha condotto uno studio in una serie di Paesi per analizzare il comportamento degli utenti e il carico sulle reti mobili. Una premessa: sulle reti mobili gli utenti hanno modalità di comportamento diverso da quelle sulle reti fisse. Il motivo è la necessità di ottimizzare non solo il traffico in rete ma anche e soprattutto l’autonomia delle batterie. Per questa ragione, le applicazioni mobili comprendono non solo il cosiddetto “traffico utile” (il “payload”, come lo definiscono gli esperti), ma anche quello accessorio o di “segnalazione”, che serve soprattutto per aprire e chiudere una sessione e quindi “risvegliare” lo smartphone, il tablet o il modem wireless dal suo stato di standby. Può così succedere che anche applicazioni che apparentemente consumano meno risorse di rete nonché di energia, in realtà sono più impegnative di altre applicazioni, come la trasmissione di file o un breve video, normalmente considerate assai più dispendiose.

Social apps

Lo studio di Alcatel-Lucent è stato effettutato con l’impiego di specifici strumenti come il Wireless Network Guardian, o WNG, un prodotto che integra funzionalità di analisi di prestazioni della rete, Qualità d’Esperienza sul fronte utente e altri tool di analisi.

 

 

Delle trentanove applicazioni considerate nello studio, dodici si qualificano come le più esigenti complessivamente, quindi con il più alto volume di traffico utile e insieme quello di segnalazione di servizio, influenzate anche dal numero di utilizzatori. Le applicazioni che “pesano” maggiormente sono Google Search e Facebook, utilizzate rispettivamente da più di due utenti su tre e da più di uno su due nel campione internazionale considerato, che ha il suo peso maggiore in Nord America e in Asia, ovvero le aree con la maggior concentrazione di traffico mobile. Seguono WhatsApp, Facebook Messenger, YouTube e una serie di social networks e servizi di posta elettronica. Si tratta di Twitter, diversi servizi di posta “client” di Hotmail, Gmail e Yahoo Mail. Quasi a sorpresa servizi molto “data intensive”, come quelli video e dati / immagini di Netflix e Dropbox non appaiono ai primi posti, a causa del loro uso saltuario, del numero significativo ma ancora limitato di utenti, o a causa della ottimizzazione compiuta sul traffico di servizio.

alu-sharemobile

 

Roberto Loiola, presidente e amministratore delegato di Alcatel-Lucent , commenta la ricerca:” Conoscere quel che effettivamente succede sulle reti è fondamentale, anche al fine di elaborare strategie alternative. Mentre in tutto il mondo si accende il dibattito su temi, come quello della neutralità della rete, che riflettono comunque il concetto che la rete è una risorsa non illimitata, il settore va verso una ottimizzazione delle infrastrutture, secondo il concetto di Hetnet, cioè delle reti eterogenee, che sono alla base anche degli sviluppi attesi nei prossimi anni con il 5G, ma già oggi puntano su un mix di reti macro, metro, small”.

Roberto Loiola, VP Huawei Western Europe
Roberto Loiola, Alcatel-Lucent 

“Strumenti come quelli messi a disposizione da Alcatel-Lucent – aggiunge Loiola – offrono oggi un contributo per ottimizzare i dispositivi, i loro sistemi operativi, le applicazioni e aiutare gli operatori a far fronte alla crescita inarrestabile dei dati in un quadro di sostenibilità economica e di qualità del servizio”.

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Autore: Silicon
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