Sale il numero di occupati ma aumenta la precarietà

Network

L’edizione 2004 del rapporto su occupazione e formazione nell’Ict mette
in luce il crescere del settore nel nostro Paese ma lancia forti allarmi per il futuro

Information communications technology e occupazione. Un binomio che da sempre tiene alta l’attenzione di istituzioni, associazioni industriali, enti che si occupano di formazione. Se negli anni della bolla l’aspetto più delicato di questa relazione era il cosiddetto skill shortage, ovvero la difficoltà da parte delle imprese di Ict nel reperire persone con la sufficiente e adeguata preparazione per ricoprire ruoli allora emergenti, oggi, a bolla implosa, la situazione è decisamente diversa. Resta viva la necessità di professionalità di alto profilo, ma passi avanti sono stati fatti rispetto agli ultimi anni del secolo scorso, e aumenta sia il numero delle imprese, sia quello degli addetti nel settore Ict nel nostro Paese.
I dati più recenti sono contenuti nel rapporto 2004 su Occupazione e formazione nell’Ict, presentato recentemente alla presenza del ministro per l’innovazione Lucio Stanca e realizzato da Federcomin, Anasin e Assinform con la collaborazione di Aiip, Clusit, Fedoweb e Frt. La ricerca condotta dalla facoltà di Scienze statistiche dell’Università di Milano Bicocca con il supporto di Unioncamere e di Netconsulting si propone di analizzare sia dal punto di vista quantitativo, sia qualitativo le tendenze che regolano i rapporti tra il settore dell’informatica e delle telecomunicazioni e i flussi legati all’occupazione e alla formazione.

Read also :
Autore: Silicon
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore