Renato Lombardi (Huawei), siamo competitivi perché crediamo nell’innovazione

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

SLIDESHOW – Per essere competitivi bisogna essere innovativi e investire, questa la strategia R&D di Huawei che mette sul piatto oltre 5 miliardi di dollari nel mondo e più di 200 milioni in Europa per sperimentare sia nelle tecnologie a resa certa come il 5G, sia in quelle a medio lungo termine

Huawei Innovation Day_William Xu
William Xu Chief Strategy & Marketing Officer Huawei

E’ di casa a Milano il secondo Innovation Day di Huawei Europa, sul tema “A Better Connected Europe”. Ricerca, sviluppo, reti, digital divide e connessioni superveloci 5G sono al centro dell’agenda dell’evento europeo aperto da William Xu, Chief Strategy & Marketing Officer per Huawei, con un’immagine forte che lega alla Cina in modo particolare proprio noi italiani: “Come l’antica via della seta ha collegato Cina e Europa per la prima volta, così oggi “the Silicon Road” dell’industria ICT rende questo legame ancora più solido e stretto”. Obiettivi comuni: costruire un unico mercato digitale, in un Europa sempre più collegata.

Sembra quasi insolito, in un momento in cui i giganti IT Microsoft e Google mettono al centro dei propri obiettivi i mercati orientali, percepire come Huawei sia sempre più ancorata anche al Vecchio Continente, che è al centro delle strategie del colosso cinese, presente in Europa con oltre 7700 uomini di cui ben 850 impiegati nella ricerca e nello sviluppo. William Xu prosegue: “Arriveremo a incrementare la cifra con altri 5.500 uomini, con una forza di 1.700 risorse focalizzate su R&D”.

Numeri che fanno impressione, tantopiù relazionati a quelli di Huawei worldwide con oltre 70mile persone impegnate nella ricerca – più del 45percento delle risorse umane complessive – , per un investimento complessivo di oltre 5 miliardi di dollari.

Ecco quindi, la ricerca al centro, ne parliamo con Renato Lombardi, VP European Research Center Huawei che spiega: “In Europa abbiamo poli di eccellenza ICT con forti specificità e per Huawei questo rappresenta un’occasione per crescere ed evolvere le proprie possibilità di business”. Per partire proprio da Milano, Lombardi segnala il centro di competenza sulle micro-onde, un’area storicamente forte quella milanese per questo comparto, con indotto e condizioni economico ambientali favorevoli per le aziende che vi lavorano. Anche con l’Università, il Politecnico, Huawei è in stretta collaborazione, e proprio i giovani ricercatori dell’ateneo milanese sono al centro dell’attenzione per il recruiting presente e futuro.

lombardi huawei
Renato Lombardi, VP European Research Center Huawei

Al momento Huawei in Europa ha 14 centri di ricerca e sviluppo (R&D), in otto Paesi, con un investimento che vale, per il 2014, 200 milioni di euro (tra persone, laboratori, contratti di ricerca). La ricerca in Europa, spiega Lombardi, è divisa in quattro aree principali: Wireless – con investimenti nel 4G e soprattutto nel 5G, che include Milano, polo per il focus micro-onde; la parte Ottica (componenti, moduli, algoritmi), Big Data (data science, modelli statistici, non a livello applicativo) e infine SDN (Software Defined Network) in cui rientrano anche le ricerche NFV (Network Function Virtualization).

Lombardi riassume in una sola frase la strategia dell’azienda cinese: “Per essere competitivi bisogna essere innovativi e l’unica via per essere competitivi e innovativi è investire bene”.

Il 5G non arriverà in Rete prima del 2020, ma gli investimenti servono ora. Nel range dei campi di ricerca di Huawei quello sulla connettività 5G (10 Gbps) è forse l’esempio più semplice di investimento, perché i ritorni sono evidenti e sono già ampiamente modellizzati. Lombardi invece sottolinea come in altri campi è importante investire “anche se è meno intuitivo itnravvedere la macro applicazione, per esempio quando si parla in ambito networking di nanotecnologie, nanotubes e carbontubes, quindi la ricerca sul grafene, uno strato singolo di atomi di carbonio, per applicazioni di packaging di componenti, per estrarre il calore quando si ragiona di alte velocità”. Prima di vedere un processo industriale che permetta realmente di utilizzare carbontubes su componenti all’interno di un server… Beh ci vorrà ancora qualche anno.

Modelli di Nanotubes stabili
Modelli di Nanotubes stabili (fonte Wikipedia)

L’Italia non è certo ultima in questo settore, e secondo Lombardi merita importanti investimenti: “Soffriamo, per la ricerca di Huawei in Italia, della concorrenza di Svezia e Germania. E il mio sforzo costante nei confronti del management in Cina è proprio quello di far capire che meritiamo di più. L’Italia deve fare di più per mostrare la propria vera immagine, e non attrarre investimenti solo quando non si possono esperire altre vie in Europa”.

Conoscete la storia di Huawei? Mettetevi alla prova, rispondete al nostro quiz

[nggallery template=nme images=40 id=190]

 

Read also :