Qualcomm, il futuro mobile con LTE Cat 6 e Cat 9

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SLIDESHOW – LTE è in continua evoluzione e Qualcomm lavora oramai alla quinta generazione LTE, per abilitare i servizi broadcast e, lato front-end con l’obiettivo di fornire la tecnologia per il roaming globale

“Evoluzione nella velocità di connessione con LTE Cat 6 e poi Cat 9 e esperienza visiva end to end in 4K, anche in mobilità”, questi gli indirizzi evolutivi più importanti su cui è focalizzata Qualcomm di cui Roberto Di Pietro, è Vice President, Business Development in Europa. Si tratta di servizi ma anche di opportunità di business.

Qualcomm lavora con tre anni di anticipo rispetto a quando poi le soluzioni vengono commercializzate ma, se si parla di pipeline, la complessità del sistema input/output in ambito mobile è decisamente articolata. Partiamo allora con la prima analisi sui servizi 4G. La prima considerazione proposta da Di Pietro è che “la connettività 4G non è un flag o un checkbox – c’è il 4G tutto ok – piuttosto è l’inizio di un percorso, quello che si può definire LTE Advanced e cioè l’aggregazione dello spettro di banda con la finalità di raggiungere pick rate elevati”.

LTE roadmap

Si tratta di un percorso in accelerazione, perché l’adozione di connettività 4G è di quattro volte più veloce rispetto a quanto si è visto con il 3G. Per LTE, oggi si parla di 100-150 Megabit/s, sta per arrivare alla velocità di 300 Mbit/s. Si arriverà a 450 Mbit/s. Certo è che il pick data rate impone ai produttori di chipset investimenti sempre più significativi sulla parte modem (per Qualcomm è Gobi, ma anche la parte di front-end RF360). La distribuzione di contenuti in broadcasting è un’ulteriore spinta, e si soddisfa con la tecnologia LTE Broadcast (vs la limitante Unicast). Tutto in un contesto in cui i contenuti saranno sempre più pesanti, con risoluzione 4K appunto.

Roberto Di Pietro
Roberto Di Pietro, VP Business Development Qualcomm Europa

Di Pietro specifica: “Un altro elemento fondamentale su cui si lavora è che la proliferazione delle bande LTE comporta e genera complessità anche di gestione”. Il numero di bande che uno smartphone deve supportare si gioca su due fattori, il primo è la regione geografica, e il secondo è la tecnologia (a sua volta con bande diverse), oggi si parla quindi di circa 20 bande commercialmente attive, ma con 50 standard di banda già presenti.

L’evoluzione del 4G è per tutti questi motivi fondamentale, perché la creazione continua di contenuti e device connessi e ovviamente Internet delle cose significano una proliferazione di dati in crescita esplosiva, su un numero di bande non indifferente. Per Qualcomm il principio di fondo è e resta il ‘multimode‘, nella maggior parte degli smartphone quindi, per poter facilitare il lavoro di rollout della rete delle Telco, la connettività LTE è on-top, in aggiunta alle altre tecnologie, con un’esperienza sostanzialmente di continuità per l’utente. E i chipset di Qualcomm al momento possono supportare praticamente tutte le bande disponibili.

Oggi Qualcomm sta lavorando sulla quinta generazione LTE e la piattaforma di quarta generazione entra in commercio a breve. Si parla di un sistema complessivo di oltre 1.300 modelli unici di smartphone con supporto LTE, di cui 750 sono già in commercio e di cui uno già con LTE Cat 6 annunciato appena settimana scorsa in Corea. Qualcomm ha quindi risolto il problema della frammentazione dello spettro  e gli smartphone Cat 6 sono i primi a beneficiarne.

Spieghiamo in breve: se si hanno a disposizione 20 MHz su una certa banda si può raggiungere un certo picco, che però è il medesimo anche se se ne hanno disponibili altri 20 MHz su un’altra banda. Se però si riescono ad aggregare le due bande, si ha a disposizione il doppio dello spettro. Da qui il passaggio da 150 a 300 Mbit/s e poi con Cat 9 a 450 Mbit/s.

Da qualche anno Qualcomm non lavora solo sulla parte chipset ma anche sulla parte front-end e cioè la parte RF360 (integrata nella piattaforma chipset Qualcomm). E’ proprio questa la parte che ha l’obiettivo finale, e una roadmap di sviluppo graduale, per la soluzione del problema del roaming globale.

Per l’ottimizzazione della connettività, chiude Di Pietro: “Si può lavorare ancora sull’intelligenza di smarpthone e rete, affinché la densità della rete aumenti, in modo da ottimizzarsi ulteriormente. Esiste una piattaforma di Self-Organizing Network standardizzato che anche Qualcomm sta implementando tra le proprie risorse”.

Con LTE broadcast è possibile distribuire contenuti in broadcast, non solo Unicast. La soluzione Qualcomm è stata utilizzata per esempio al Roland Garros per consentire di seguire dal vivo i match sul campo principale tenendo d’occhio con tablet e smartphone gli altri campi. Il vantaggio di LTE broadcast è proprio quello di abilitare servizi aggiuntivi, ma sulla tecnologia già presente, sullo spettro già licenziato. Si possono creare nuove applicazioni per questi servizi proprio utilizzando l’SDK Snapdragon.

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