Qualcomm a MWC 2018. Le anticipazioni sulla via del 5G

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Il 5G per il Ceo di Qualcomm sarà “la nuova elettricità” per il potenziale di cambiamento in grado di introdurre nella vita di ognuno e in ambito 4.0. Le prime anticipazioni Qualcomm per il MWC 2018

Siamo alle porte di Mobile World Congress 2018 e Qualcomm ha già rilasciato qualcuno degli annunci più importanti. L’azienda -prima fabless di semiconduttori al mondo e oggi sotto i riflettori per le proposte di acquisizione da parte di Broadcom – è impegnata in una strategia fortemente orientata su ricerca e sviluppo. Negli ultimi 15 anni ha investito circa 49 miliardi di dollari in questo comparto, circa il 20 percento del fatturato ogni anno viene reinvestito lì.

Qualcomm ha cavalcato e per tante tappe guidato l’evoluzione dei chipset modem (ancora prima di 3G e 4G), e oggi evidenzia come il passaggio al 5G rappresenti un momento di discontinuità nella continuità dell’evoluzione degli standard, per le potenzialità intrinseche di questa tecnologia agganciata anche ai processi produttivi.

Il 5G oltre il 5G

Invenzione, Condivisione, Standardizzazione rappresentano nell’approccio di Qualcomm passaggi fondamentali che hanno permesso l’accelerazione nei comparti in cui Qualcomm opera. Non solo 5G e modem, ma anche IoT, cpu per i device (la proposta Snapdragon su Windows 10s per esempio), automotive e Networking Rffe, con un modello di declinare la proposta orizzontale volto a mettere a disposizione le proprie tecnologie alle aziende, su licenza, per una maggiore pervasività e diffusione di una serie di brevetti cui spesso non si pensa (Keypad Lock, Airplane Mode sui cellulari per esempio, ma anche Assisted Gps e altri ancora).

Arriviamo al core delle nuove proposte in evoluzione. Negli ultimi venti anni abbiamo vissuto l’evoluzione delle comunicazioni interpersonali dal GSM al 5G, con potenzialità anche superiori alla fibra (in mobilità), è evoluta la proposta di chipset per i device in mobilità sulla piattaforma Snapdragon (Snapdragon 845 è stato presentato a dicembre 2017 con Adreno 630 e il modem X20 LTE, seconda generazione di modem Gigabit) e ora Qualcomm approccia appunto una proposta anche per gli ibridi e i due in uno (iniziando con una proposta basata su Snapdragon 835 con gli OEM Lenovo, HP, e Asus), entrando in competizione diretta con Intel su questo segmento.

La via verso il 5G

Per quanto riguarda il 5G, indubbiamente bassa latenza (nell’ordine dei 2/3 millisecondi) e alta affidabilità rappresentano i punti cardine e aprono nuovi scenari nell’ambito di Industry 4.0, automotive ed healthcare. Addirittura il Ceo dell’azienda, Steve Mollenkopf, lo definisce come “la nuova elettricità”. Il salto evolutivo che stiamo vivendo oggi è quello del Connected Edge (già introdotto con il 4G), che introduce in pratica l’automazione di sistemi, servizi e processi e si sposerà con l’Intelligenza Artificiale nella “decentralizzazione intelligente”, con un’ottima applicazione visibile già nelle scommesse tecnologiche sulla guida autonoma.

5G quindi come tecnologia abilitante. Nel corso del 2019 arriverà lo standard 3GPP (per il primo upgrade dell’esperienza utente, più che introducendo nuovi scenari d’uso) quindi in Release 16, a seguire i relativi lanci commerciali e a partire dal 2020 la Release 17 per un definitivo approdo su tutti i casi d’uso. Sono coinvolti oltre 18 operatori mobile che parteciperanno ai trial nel corso del 2018, con una ventina di OEM impegnati nello sviluppo dei device per il 5G.

La via verso il 5G

L’Italia nella strada verso il 5G è indubbiamente Paese pioniere (prima nazione a rilasciare le frequenze per fare trial 5G), ovviamente sulla spinta del progetto MISE, impegnata su più città con progetti innovativi.
Nel Novembre del 2017 è stata effettuata la prima connessione sotto i 6 Giga Hertz con dispositivi Qualcomm e ZTE come partner, a dicembre la prima millimeter Wave (MM Wave) con Ericsson. Nella seconda metà del 2018 ci saranno i primi trial con la versione reale di uno degli annunci portati a Barcellona sul modem 5G X50 (interfaccia standard 3GPP velocità fino a 4,5 Gigabit al secondo). Si sa, diverso annunciare trial con operatori reali, rispetto a sperimentazioni end to end fatte in casa, su cui l’interoperabilità effettiva sul campo non sarà per nulla garantita. Il dato dei 4,5 Gigabit è importante, vent’anni fa si viaggiava a 9 Kbit.

Il 5G e Industry 4.0

Si apriranno nel tempo più campi di applicazione verticali, spostiamo quindi la barra temporale verso il 2020, con lo sviluppo di Industry 4.0 e degli ecosistemi Internet Of Thing, un mercato che in prodotti e servizi varrà oltre 12mila miliardi di dollari da qui al 2035. Industry 4.0 con la possibilità di utilizzare robot industriali, droni e veicoli a guida autonoma in fabbrica oggi non può mettere a terra tutte le sue potenzialità perché lo standard Industrial Profinet ad oggi richiede ancora i cavi, il 5G permetterà invece uno scenario anche in fabbrica di migliaia di oggetti interconnessi, anche in uno scenario di “reti private”, in cui si frutterà lo slicing per dedicare parti di rete per specifici utilizzi. Tra i nuovi scenari di recente a San Diego sono presentati casi d’uso con la sperimentazione sulla condivisione di spettro a vantaggio delle reti private sia sfruttando spettro non licenziato, sia lo spettro messo a disposizione dagli operatori.

Qualcomm C-V2X – Use case in ambito automotive delle potenzialità 5G

In ambito automotive con la tecnologia radio C-V2X sarà possibile la comunicazione tra le vetture, tra le vetture e i pedoni o i ciclisti e tra le vetture e l’infrastruttura (strade). Attraverso dei modem integrati nelle vetture esse potranno in tempo reale scambiare informazioni con altre vetture, identificare pedoni, auto in panne, problemi sul manto stradale. Le funzionalità saranno disponibili, in forma adattiva, anche nel caso in cui le reti degli operatori non dovessero in quel momento funzionare, perché la tecnologia è in grado di operare anche punto a punto tra gli attori della circolazione, e può comunicare anche attraverso una rete “privata”offerta per esempio da Anas, o un Comune ed è questo il potenziale più importante.

Nell’ambito specifico IoT a Barcellona Qualcomm porta inoltre un kit di sviluppo software per il processore MDM9206, specificatamente pensato per IoT, in grado di sfruttare le tecnologie NarrowBand IoT, 2G e LTE Cat-M1. Le aziende potranno sviluppare i propri servizi nel processore Qualcomm senza dover sviluppare nuovo hardware e richiedendo eventualmente l’abilitazione di una funzionalità in modalità as a service.

Qualcomm Snapdragon X24

L’annuncio più immediato e più vicino al mondo consumer a MWC 2018 è il nuovo modem Snapdragon X24 con architettura a 7nm. E’ il nuovo modem LTE, terza generazione Gigabit e ottava generazione Lte. Vuol dire aver raddoppiato le prestazioni rispetto alla prima generazione Gigabit che lavorava con velocità massima di 1 Gigabit al secondo. Si tratta di una piattaforma potente e complessa con 4×4 Mimo (su cinque portanti), e una grande capacità di aggregare più frequenze di rete sfruttando fino a sette portanti in modalità Carrier Aggregation.

Qualcomm X24 modem

Nel 2017 con X16 e X20 erano stati testati i modem Gigabit anche in ambito commerciale. L’obiettivo raggiunto è di arrivare oggi a 2 Gigabit. Sono già 45 a livello mondiale gli operatori che hanno lanciato servizi con velocità Gigabit, su 26 mercati, con 17 modelli di prodotto. I primi prodotti con il modem X24 arriveranno invece sul mercato per la fine del 2018 e questo sarà il modem in grado di rappresentare a tutto tondo l’elemento di congiunzione per non soffrire di prestazioni in discontinuità nell’era 5G.