Oracle ai service provider: si può fare più cloud e più veloce

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Oracle presenta novità software e hardware: nel primo caso per semplificare la creazione di servizi di rete e nel secondo per aumentare potenza e versatilità delle infrastrutture

Anche Oracle è tra le aziende secondo cui i service provider hanno bisogno di spostare sul cloud un numero sempre maggiore delle loro funzioni di rete in modo da essere elastici e seguire l’evoluzione che i loro stessi utenti hanno nell’utilizzo delle reti, soprattutto mobili. Il messaggio è stato dato chiaramente anche al Mobile World Congress con la presentazione di tre novità che rientrano tutte in questa visione anche se appartengono a tre ambiti diversi.

Lato cloud in senso stretto la novità è una nuova versione di Oracle Communications Network Service Orchestration Solution, il modulo che all’interno della piattaforma Oracle per la virtualizzazione delle funzioni di rete si occupa della loro “orchestrazione”. Il suo compito principale è attivare e collegare fra loro le funzioni di rete virtualizzate in modo che realizzino veri e propri servizi complessi.

Il ruolo di X nell'architettura NFV di Oracle
Il ruolo di NSO nell’architettura NFV di Oracle

Le novità del modulo di orchestration sono diverse e riguardano tra l’altro la creazione di servizi di nuova concezione come VoLTE e VoWiFi, la configurazione dei flussi di traffico, l’integrazione con un numero maggiore di piattaforme di virtualizzazione di terze parti o anche con singole funzioni di rete virtuali che non abbiano un loro specifico modulo di gestione.

Una seconda novità riguarda nello specifico l’integrazione fra le reti mobili e quelle Wi-Fi. Oracle ha sviluppato un’appliance – l’Oracle Communications Mobile Security Gateway, o MSG – che si occupa di gestire in maniera sicura il passaggio del traffico della rete cellulare su reti Wi-Fi disponibili, pubbliche o private che siano. Il suo compito principale è fare in modo che la rete “core” dell’operatore sia scaricata di parte del traffico che viene fatto invece passare attraverso connessioni Wi-Fi e anche, da queste, attraverso la rete Internet pubblica. Gli obiettivi sono due: migliorare la copertura al chiuso o in zone non coperte da stazioni radiobase classiche; eseguire un “Wi-Fi offload” per gestire meglio il traffico.

Infine, dato che in questo scenario sempre più cloud e virtualizzato i datacenter degli operatori dovranno avere alte prestazioni, Oracle ha potenziato i suoi componenti che ne realizzano la connettività. La tecnologia di riferimento in questo caso è InfiniBand e i miglioramenti riguardano la disponibilità, dal prossimo trimestre, di connettività a 100 Gbps su alcuni dispositivi di networking. Questo significa poter disporre di più del doppio della banda di Ethernet a 40 Gbps.

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Autore: Silicon
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