Non solo Rfid, arrivano le reti di sensori

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Le nuove frontiere applicative in un mercato che sfiora i 140 milioni di euro

Problema: identificare, misurare e localizzare oggetti in una rete wireless. Soluzioni? Tante. L’insieme delle soluzioni tecnologiche disponibili si chiamano Rfid, Uwb ( Ultra wide band), Nfc ( Near field communication) e sono in continua evoluzione . E’ così che alla sua quarta edizione l’Osservatorio sulle tecnologie Rfid della School of Management del Politecnico di Milano registra in fase di presentazione dei risultati dei suoi lavori per l’anno 2007 un sensibile ampliamento attraverso un ‘analisi delle novità e delle opportunità future delle tecnologie di identificazione. Secondo Giovanni Miragliotta, che ha guidato la tradizionale ricerca su scenari, opportunità e benefici dell’identificazione tramite Rfid, trascorso quasi un anno dalla liberalizzazione delle frequenze Uhf il mercato continua a crescere.

Tuttavia le nuove frequenze disponibili per i tag attivi hanno modificato il panorama dei progetti pilota e delle sperimentazioni in atto in Italia.
La possibilità di utilizzo dei nuovi tag ha fatto paradossalmente prendere coscienza a utenti e operatori anche dei limiti delle applicazioni Rfid al massimo della loro forma e hanno creato interesse verso nuove tecnologie di gestione di reti di oggetti con l’uso di sensoristica semipassiva o distribuita intrecciata anche con soluzioni di localizzazione. L’ interesse va verso aree applicative ancora di nicchia come la tecnologia Nfc che utilizza i cellulari per i micropagamenti. A fronte di questo bivio , ha spiegato Miragliotta, “ quella Rfid è una tecnologia vincente se è tecnologicamente dominante per l’applicazione sotto studio” ,oltre a presentare naturalmente costi e benefici favorevoli, provando di essere economicamente sostenibile.

Per l’identificazione Rfid si propongono scenari di sviluppo lungo due direzioni. La prima riguarda l’arrivo di tag e tecnologie non più generaliste, ma specifiche per tipo di applicazioni. Tra quelle citate ci sono i tag specifici per l’inserimento in cosmetici e profumi per i controlli anticontraffazione, i tag con supporto di caseina per la tracciabilità dei prodotti caseari, le schede elettroniche a circuito stampato che recano a bordo un tag Rfid nativo che utilizza parte dei circuiti della scheda come antenna. Le applicazioni escono dunque dai soliti tracciati consolidati che per diversi anni l’ Osservatorio aveva seguito con attenzione. La seconda riguarda i progetti di filiera, ad esempio nell’area che ancora stenta a decollare del largo consumo e della farmaceutica in cui i benefici sono nel tempo sempre più chiari e adeguati, ma con processi decisionali che sono sempre lunghi. Qui secondo Miragliotta si sente la mancanza in Italia di aziende industry leader che, come è stato per Wall-Mart negli Stati Uniti, trascinino tutta la filiera.

Diventa importante anche il ruolo dei consumatori che usufruiscono di queste tecnologie se vengono loro proposte ( un esempio è l’adozione senza problemi dei biglietti elettronici nei trasporti metropolitani ). Ma ora con la tecnologia Nfc il consumatore portando con sé il cellulare come reader e sistema di pagamento può assumere un ruolo di pressione attiva sull’adozione di nuove tecnologie.

Dall’Osservatorio arrivano anche i nuovi dati quantitativi sulle applicazioni. Il quadro di riferimento su cui ha lavorato il Politecnico di Milano è di 835 applicazioni censite nel 2007 contro 453 del 2006. Un anno fa , nel luglio del 2007, è arrivata l’attesa liberalizzazione delle frequenze Uhf per i tag attivi. Le stime più attendibili del mercato Rfid 2007 , valutando il fatturato verso l’utente finale, parlano di un giro d’affari di 140 miliardi ( 110 nel 2006) di cui 102 milioni in nuovi progetti e 38 in ricavi after sales. Il fatturato in progetti con tag Uhf viene valutato in 15 milioni di euro. I settori forti sono il trasporto e la logistica, accanto ai progetti appena partiti nella Pubblica Amministrazione per l’identificazione delle persone. Un certa frammentazione dei progetti Uhf ha portato a una nuova ondata di microprogetti.

Molte delle applicazioni Hf sono state riviste in modalità Uhf con un qualche fenomeno di cannibalizzazione delle soluzioni. Nello scorso anno sono anche partiti grandi progetti nelle aree Automotive e Sanità che dispiegheranno al loro efficacia nel 2008.

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