Mapelli (Dimension Data): Stop all’invecchiamento delle reti

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Devid Mapelli, Solutions & Marketing Director di Dimension Data Italia, spiega i punti salienti del Network Barometer Report di Dimension Data che per la prima volta evidenzia l’arresto dell’obsolescenza delle reti. Ma anche l’aumento delle vulnerabilità di sicurezza

E’ la prima volta che si assiste all’arresto del processo di obsolescenza delle reti, un fenomeno iniziato nel 2010 e peggiorato via via negli ultimi cinque anni. Questo comportamento conforta.  E’ quanto emerge dai dati del Network Barometer Report di Dimension Data, giunto alla settimana edizione, che puntuale arriva ogni anno ad analizzare lo stato attuale e l’adeguatezza delle reti in ottica di business.
Un report che raccoglie dati da 300.000 incidenti di servizio registrati sulle reti di clienti gestite da Dimension Data, prendendo in esame 97.000 dispositivi di rete in aziende di qualsiasi dimensione di 28 paesi, tra cui l’Italia.

Devid Mapelli, Solutions & Marketing Director di Dimension Data Italia
Devid Mapelli, Solutions & Marketing Director di Dimension Data Italia

Con Devid Mapelli, Solutions & Marketing Director di Dimension Data Italia, ripercorriamo i punti più importanti in ottica business, perché se è vero che sono ripresi gli investimenti per adeguare le reti, d’altra parte si nota un aumento crescente delle vulnerabilità di sicurezza, passate dal 26% del 2014 al 51% del 2015, fino all’82% del Report 2016. 

Le aziende hanno la necessità di affrontare nuove strategie legate a ambienti di lavoro più dinamici, dove è necessario un refresh delle reti all’interno di una visione infrastrutturale allargata. Perché reti “vecchie” non consentono di supportare le iniziative di IoT, di automazione di processi, o di gestire i volumi di traffico necessari per la collaboration o il cloud.
“Non c’è rinnovamento delle infrastrutture di rete  a tappeto, questo si evidenza sulle aree piu strategiche per le aziende”  esordisce Mapelli.  Un refresh che varia a seconda delle zone geografiche: se in Europa, Asia Pacifica e Australia l’età delle reti aziendali si è ridotta in linea con la media globale, nelle Americhe  il numero di dispositivi obsoleti è diminuito molto più velocemente (dal 60% del 2015 al 29% registrato nel Report del 2016). “Che i clienti abbiano intrapreso un percorso di refreshing e ringiovanimento delle infrastrutture – sottolinea Mapelli – lo si evince dal netto incremento dei dispostivi classificati come nuovi, a discapito di quelli classificati come  vecchi (cioè a fine vita ma supportati) e di quelli obsolescenti. C’è stato un incremento dell’11% degli apparati giovani: la tendenza è importante perché in passato il valore degli apparati nuovi non cresceva. E’ iniziato un processo di svecchiamento delle infrastrutture che porterà con sè anche maggiore sicurezza”.

Fonte: Dimension DataLa sicurezza appunto, tema che invece allarma. Il numero dei dispositivi che presenta almeno una vulnerabilità è aumentato dal 60% del 2015 al 76% del 2016,  il più alto dato degli ultimi cinque anni. In Europa, negli ultimi tre anni, l’aumento delle vulnerabilità di rete è stato crescente se si considera un incremento dal 26% del 2014  al 51% del 2015 fino ad arrivare all’82% registrato nel Report del 2016. “Da un punto di vista delle operation vediamo che solo una parte dei problemi  di sicurezza legati ai dispositivi e alle infrastrutture lo si può imputare a un errore umano” precisa Mapelli, in ogni caso evitabili grazie livelli adeguati di monitoraggio, di gestione delle configurazioni e di automazione.

“Quello che vediamo in generale è che quasi tutti gli incidenti cadono al di fuori del classico ‘rompo e cambio’. La tipologia dipende da dove l’incidente avviene e se l’incidente è collegato alle configurazioni: il 37% di queste problematiche è imputabile a errori umani di configurazione. Oltre a questi si tratta di software di sistemi  o incompatibilità informatiche –  precisa Mapelli -.  Ma un buon livello di monitoring, end to end sull’infrastruttura, consente di essere più efficaci e più veloci nella presa in carico dell’incidente e della sua risoluzione: siamo il 69% più veloci nella risposta all’incidente e  siamo il 32% più veloci nella fase di ripristino sulle reti e questi numeri vengono ridotti se combinati con l’integrazione dei servizi desk”  in quanto il processo che sta dietro è strutturato, basato su metodologie che consentono  di essere veloci sulla risoluzione del problema.  “Si è visto che laddove, oltre al servizio di monitoring siamo sul cliente anche con la parte di help desk a supporto, riusciamo a ridurre il tempo di risposta di un ulteriore  5%, e la risoluzione conseguente è del 36%. Quindi più il tipo di servizio di gestione e di manutenzione è pervasivo,  end to end, più riusciamo ad essere attivi e proattivi nella risposta e nella risoluzione dello stesso.  Il paradosso è che nel mondo wifi dove si pone sempre molta attenzione alla sicurezza le vulnarability sono indirizzate. Meno lo sono dove non c’è forte cultura sulla parte di sicurezza”.

Fonte: Dimension DataUn altro punto evidenziato dal Report è che la percentuale di dispositivi che supportano l’IPv6 è aumentata dal 21% dello scorso anno al 41% di quest’anno, e questo consente di supportare le strategie di digitalizzazione delle aziende, abilitando la connettività per l’Internet of Things, big data, analytics e containerizzazione. “L’IoT sta portando a galla difetti di infrastruttura che non erano connessi al mondo IT: proiettare le realtà del manufacturing nel mondo IP significa prestare più attenzione alle tematiche di  rete e di sicurezza”.

Infine le strategie di Software-Defined Networking sono sì parte delle strategie aziendali, ma per ora solo abbozzate: saranno il prossimo step, in quanto sono oggetto di interesse ma ancora in una fase iniziale di adozione: nel 2015 meno dello 0,4% dei dispositivi potevano supportare WAN software-defined e solamente l’1,3% degli switch dei data centre erano SDN-ready.  “Uno dei padri fondatori del browser Mosaic, Marc Andreessen – racconta Mapelli –  già nel 2011 aveva detto in un articolo sul Wall Street Journal che il software si stava mangiando il mondo e questo porta al fatto che  sempre più sistemi nuovi, introdotti nelle infrastrutture, debbano essere sistemi capaci di essere inseriti in un contesto di automazione dei processi via software. Il Software Defined permette di governare le informazioni centralmente,  in modo più veloce possibile,  senza preoccuparsi di come fare”.

Fonte: Dimension DataL’approccio proattivo sui clienti, dove portare il valore del monitoring, del SDN, della gestione delle reti in sicurezza, continuerà anche nel 2017. “La strategia sui clienti è quella di indirizzare le tematiche strategiche emerse dal Report,  mentre internamente il ritorno è capire che si sta andando verso quello che i clienti percepiscono come un valore. Ci siamo spinti su tutti i temi legati all’automazione e al software defined a conferma che la nostra strategia sta trovando interesse verso il cliente” conclude Mapelli.

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