Manovre in Europa: il consolidamento degli operatori di TLC

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Idate sulle Telco: il consolidamento degli operatori in Europa darà vita a un nuovo mercato. I casi Vodafone-Ono e SFR

Il risiko delle Telco si arricchisce di un nuovo capitolo. Vodafone acquisirà la spagnola Ono per 7.2 miliardi di euro . La transazione dovrebbe ottenere l’approvazione dei regolatori prima dell’estate Ono, che compete con Telefonica e Orange, ha raggiunto 9.000 clienti Internet e 183.000 abbonati mobili nel quarto trimestre, dopo aver perso 17.000 clienti TV. AT&T sta invece perdendo interesse per operazioni di M&A nel mercato della telefonia mobile in Europa. Vodafone ha speso 10 miliardi per acquisire la tedesca Kabel. Poi ha incassato 130 miliardi di dollari dalla vendita della quota di Vodafone nella statunitense Verizon Wireless. Vodafone sta investendo 19 miliardi di sterline in reti di nuova generazione.

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E’ l’ultimo episodio di un’attività di consolidamento tra carrier e operatori europei in corso da oltre un anno e che tocca da vicino anche gli operatori sul suolo francese con la corsa in atto per SFR-Vivendi con Numericable. Altri casi in Germania riguardano O2 ed E Plus e in Irlanda O2 e Hutchinson. Manovre terminate invece in UK ( fusione di Deutsche Telekom e Orange in EE) e in Austria ( assorbimento della filiale di Orange da parte di Hutchison).

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Secondo una ricerca della francese Idate si tratta in generale di operazioni ad alto rischio. Secondo il report “Telco consolidation in Europe”, i recenti progetti di consolidamento riflettono un settore in preda a importanti difficoltà finanziarie e in cerca di ristrutturazione. Molte di queste operazioni , poi portate all’attenzione della autorità antitrust , confermano che si tratta di progetti ad alto rischio anche per l’equilibrio dei singoli mercati.

Le ragioni che invitano gli operatori a riavvicinarsi sono sostanzialmente di tipo economico (logoramento dei risultati, bisogno di accelerare gli investimenti) e di tipo tecnico ( convergenza tra fisso e mobile e condivisione delle infrastrutture) , ma i blocchi potrebbero arrivare da: regolamentazione antitrust, paura da parte degli stati di perdere parte dei contributi delgi operatori, paura di distruzione del valore per gli azionisti. Tuttavia – secondo Idate – le tendenze attuali del mercato europeo segnalano un moltiplicarsi di accordi di condivisione delle infrastrutture , di movimenti di consolidamneto a livello nazionale nel mobile e regionale per il fisso. Insomma integrazioni sempre più forti sul paino nazionale che portano anche verso movimenti transfrontalieri in termini paneuropei.

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In generale si profila uno scenario europeo di pochi operatori simile a quello che si realizza già negli Stati Uniti. Uno scenario che non è necessariamente gradito alla Commissione Europea che mentre vuole una armonizzazione delle regole del settore su scala europea attraverserò un mercato unico , teme una regressione della concorrenza tra gli operatori che potrebbe danneggiare il consumatore finale e anche l’occupazione nel settore Tlc.

 

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