Le tecnologie IoT al servizio delle utility

M2MNetwork
Toshiba AR100

Secondo Toshiba il settore dei servizi è tra quelli che potrebbero meglio sfruttare IoT per migliorare produttività e sicurezza dei mobile worker, offrendo un migliore servizio ai clienti

I dati delle agenzie e degli analisti concordano nel prevedere come l’Internet Of Things, anche se non con una velocità omogenea, stia modificando diversi scenari produttivi su industries trasversali.

Per esempio il settore dei servizi sarà tra quelli che potenzialmente possono sfruttare meglio le potenzialità IoT per migliorare produttività e sicurezza dei propri mobile worker così come il servizio offerto ai propri clienti.

E’ il pensiero anche di Massimo Arioli, Head of B2B Sales&Marketing, Toshiba Personal & Client Solutions Company per l’Italia che sottolinea come  l’incremento delle soluzioni di mobile edge computing sia stata fondamentale.

Toshiba DynaEdge

Questi dispositivi offrono una potenza di elaborazione a livello edge della rete, aiutando le aziende con un elevato numero di lavoratori mobile a ridurre la tensione operativa e la latenza grazie all’elaborazione dei dati più critici vicino alla loro sorgente.

Le cifre di IDC supportano l’argomentazione.Secondo gli analisti l’investimento in ambito IoT raggiungerà i 772,5 mld  di dollari già nel 2018 (+14,6 percento rispetto ai 674 mld del 2017).

A supportare la crescita sarà ancora il mercato consumer che farà da apripista, ma in ambito business le utility rappresentano uno dei settori industriali che implementeranno e trarranno benefici dalle tecnologie IoT nei prossimi anni. Secondo Statista parliamo di un mercato globale da 890 miliardi di dollari entro il 2020.

Parliamo di contatori smart ad uso domestico, giusto per indicare un primo passo che permette agli utenti di tracciare e gestire da remoto il consumo di energia e garantiscono di conseguenza un risparmio economico ma anche un approccio environmentally friendly.

E’ indubbio però che si stiano muovendo ora solo i primi passi. E’ così per circa il 90 percento delle aziende che possono vantare l’adozione di almeno una soluzione IoT (secondo Bain), ma già tra due anni l’80 percento delle adozioni sarà nella fase proof of concept.

Proseguiamo nell’analisi seguendo le tracce di Arioli. La diffusione del mobile working è una tendenza relativamente nuova in alcuni settori, ma per le aziende che operano nel campo delle utillity rappresenta da tempo un’esigenza, proprio per le attività che devono essere svolte da remoto. L’IoT può, infatti, cambiare il modo di svolgere le proprie attività, garantendo maggiore efficienza, sicurezza e collaborazione.

Avere soluzioni di mobile edge computing dispiegate sulla rete, con consumi ridotti, aiuta le aziende di utility a ridurre la tensione operativa e la latenza grazie all’elaborazione dei dati più critici vicino alla loro sorgente, per poi identificare e inviare al cloud solo i dati rilevanti, riducendo così la quantità di ‘data garbage’ che deve essere elaborata dai servizi cloud.

Un’altra riflessione interessante riguarda il rapporto tra soluzioni IoT pure, dispositivi di mobile edge e wearable, con gli smart glass che guadagnano terreno in ambito business.

Facile comprendere perché: una soluzione come il viewer Toshiba AR100, per la realtà assistita (e il sistema DynaEdge), serve per esempio per richiamare schemi di progettazione e consentire la visualizzazione a mani libere delle procedure di assistenza e permette di utilizzare software collaborativi per richiedere assistenza da remoto a un esperto e avere informazioni aggiuntive.

Secondo il recente report di Toshiba Massimizzare la mobilità, il 49 percento delle aziende crede di poter beneficiare da questa funzionalità a mani libere, e il 47 percento ritiene che gli smart glass possano migliorare il mobile working mentre il 41% prevede migliori livelli di collaborazione e condivisione delle informazioni.

Read also :
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore