La tecnologia di SAP nel progetto IoT di Clairy

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La startup Clairy si è inventata come utilizzare le piante d’appartamento per migliorare la qualità dell’aria, utilizzando un vaso smart. Il ruolo della tecnologia SAP

Nata da una startup italiana – Laboratori Fabrici – ora Clairy è un’azienda americana che si è fatta conoscere con il suo primo prodotto a CES di Las Vegas nel 2016, è stata incubata nella Silicon Valley, e ha raccolto una serie cospicua di finanziamenti per lavorare all’idea dei suoi fondatori, tra cui Vincenzo Vitiello (co-founder) – che incontriamo in occasione di SAP Now – e Alessio d’Andrea, laureati in design del prodotto per l’innovazione presso il Politecnico di Milano.

L’idea è tanto originale quanto semplice: sfruttare le potenzialità delle piante per migliorare la qualità dell’aria negli ambienti chiusi. Clairy è infatti il primo produttore di purificatori d’aria basato sulla natura, la tecnologia e il design.
La pianta cessa di avere solo una funzione ornamentale e diventa anche oggetto di servizio, amplificando le sue naturali proprietà di purificazione – alcune piante sono in grado di eliminare gli agenti tossici non solo attraverso le foglie ma anche sfruttando le radici – e grazie alla presenza di un cuore tecnologico.

Clairy
Clairy

Clairy infatti è anche un “vaso” smart, realizzato interamente in ceramica e fortemente caratterizzato dal design, ma anche capace di connettersi attraverso wi-fi a smartphone, tablet ed altri dispositivi per essere poi gestito attraverso una app.

L’app dell’utente è in grado di monitorare la presenza di agenti inquinanti nell’aria che si sta respirando in tempo reale oltre a programmare l’accensione e lo spegnimento del vaso intelligente a seconda del livello di inquinanti rilevati monitorare il livello di temperatura e umidità che sono parametri fondamentali al fine di garantire un buon comfort ambientale.

‘Accendere il vaso smart’ significa in pratica attivare i sensori e le ventole che gestiscono i flussi di aria in entrata e in uscita per portare a termine tutti questi compiti. Il vaso, che funziona sfruttando la tecnologia SAP, tuttavia è anche relativamente costoso (costa 249 euro). Sì perché – come spiega Vitiello – si tratta di un prodotto altamente tecnologico e smaccatamente IoT.

All’interno del vaso operano tutta una serie di intelligenze per collegarsi eventualmente ad altre intelligenze domestiche e condividere i dati. Il vaso raccoglie infatti anche i rilievi su Boc, Monossido di carbonio, Anidride Carbonica, Polveri sottili (PM 2.5). E’ il dato stesso per Clairy il vero business. Con un prodotto B2C, Clairy bussa alle porte del mercato B2B che inizia a comprendere il potenziale della soluzione, al di là del vaso ‘smart’.

La soluzione è interessante per l’industria medicale per esempio, così come per il mercato assicurativo, per scegliere di tarare l’offerta a seconda degli ambienti.

Ora Clairy sta lavorando sugli algoritmi utilizzati dalle soluzioni per fare in modo che i sistemi apprendano dall’utilizzo stesso degli utenti, e riescano ad agire, a seconda dell’azione che il cliente compie nell’ambiente chiuso.

Clairy ha stretto una partnership con Iren Energia che propone i prodotti Clairy con la bolletta nel pacchetto Aria Pulita, ma in questo modo il gestore si assicura anche i dati dei clienti per fornire assistenza predittiva e una serie di altri servizi. SAP è a bordo di Clairy da circa un anno, per la gestione fornitori e supply chain e per l’ottimizzazione dei processi. Interessante anche il progetto tutto interno di creare un gateway interno a Clairy per la gestione di tutto il software SAP attraverso i telefoni, per mettere tutte le informazioni subito a sistema.

Per saperne di più leggi anche: SAP Now  è tempo di mettere a terra i progetti 4.

 

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