Blockchain e IoT: Cisco e Bosch alla guida di un nuovo consorzio

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Una quindicina tra aziende e startup punta a un protocollo per la sicurezza IoT grazie a blockchain

Un gruppo di aziende, con diversi nomi noti e un nutrito gruppo di startup, ha dato vita a un consorzio che intende sviluppare un protocollo comune per l’utilizzo delle tecnologie blockchain in ambito Internet of Things. L’idea è nata lo scorso dicembre in occasione dell’evento New Horizons: Blockchain x IoT Summit che si è tenuto a Berkeley, in California. Il gruppo al momento comprende quindici realtà.

Le aziende coinvolte in questa iniziativa vengono da mondi molto diversi fra loro. I grandi nomi come Bosch, Cisco, Gemalto e Foxconn sono ovviamente ben noti, altri lo sono meno. La maggior parte delle realtà del consorzio si occupa in modo specifico di applicazioni e servizi basati su blockchain (Ambisafe, BitSE, ConsenSys, Ledger, Slock.it e Skuchain) e alcune, come Chronicled, di sicurezza. Del gruppo fanno parte anche Distributed, Filament e Hashed Health.

La distribuzione delle transazioni in Bitcoin per area geografica nel 2016. Il valore compessivo è di 92,4 miliardi di dollari.
La distribuzione delle transazioni in Bitcoin per area geografica nel 2016 secondo Juniper Research. Il valore compessivo è di 92,4 miliardi di dollari.

L’iniziativa di dare vita a una collaborazione concreta sul tema della convergenza tra blockchain e IoT è nata – si spiega – dalla constatazione che sono stati fatti grandi passi in avanti nell’utilizzo di blockchain come sistema per la messa in sicurezza di dispositivi hardware collegati all’IoT. In questo senso l’uso di un ledger unico a cui i device si “registrano” permette di garantire che questi non siano manomessi. O, meglio, che eventuali loro manomissioni siano subito rilevate da un sistema che controlla in modo distribuito la loro identità digitale.

Dai casi specifici a una piattaforma comune e interoperabile il passo però non è breve. Il consorzio nasce appunto per fare in modo che i vari e distinti approcci (chip, protocolli di comunicazione, servizi in cloud, sistemi blockchain) possano integrarsi fra loro.

Il ciclo di vita degli smart contract
Il ciclo di vita degli smart contract finanziari secondo Capgemini

A questo scopo il primo passo sarà definire un protocollo che permetta di mettere in comune gli “smart contract” delle varie soluzioni anche tra sistemi blockchain diversi. I grandi nomi del gruppo hanno un ruolo di guida, ma al momento il consorzio intende comunque muoversi in maniera elastica e su base volontaria, senza formalizzare iscrizioni o strutture di controllo.

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Autore: Silicon
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