Luca Venturelli (Microsoft) e System Center 2012: la cloud si orchestra così

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Luca Venturelli, Direttore della Divisione Server & Cloud di Microsoft Italia, svela le potenzialità del neo-nato System Center 2012. La capacità di adattarsi ad ambienti diversi e a diversi hypervisor è il primo punto di forza

Non è un brand giovanissimo System Center 2012, in casa Microsoft. Se ne sono succedute diverse versioni, da sette anni a questa parte. Quella arrivata oggi alla fine del ciclo di sviluppo si qualifica come la soluzione migliore di Microsoft per gestire infrastrutture datacenter, cloud private e pubbliche, ma anche computer e device. Microsoft System Center 2012 (si legge 20-12) ha avuto un periodo di gestazione non proprio breve.

Luca Venturelli, Direttore della Divisione Server & Cloud di Microsoft Italia, ci spiega: “Il programma di beta è stato abbastanza lungo, siamo usciti con la prima nel marzo 2011, ma il lasso di tempo trascorso si giustifica perché abbiamo perseguito l’obiettivo di fornire il massimo dell’integrazione tra gli 8 moduli che compongono la soluzione.

Microsoft vende System Center 2012 sia attraverso i propri partner, sia direttamente. Alle grandi aziende Microsoft si rivolge con le proprie forze e propone diversi modelli di Volume Licensing, declinabili fino a soddisfare anche i clienti medi, con una ventina di processori (4-5 server). Resta fondamentale il ruolo dei partner sul mercato delle aziende medio piccole e piccolissime. Essi possono vendere la soluzione System Center 2012, ma anche i propri progetti di implementazione. Entra nel dettaglio Venturelli: “Per partecipare alle iniziative Microsoft che offrono particolari rebates e ai programmi SIP (Solutions Incentive Programs) certo chiediamo di più della semplice partnership, ma non per la vendita del prodotto in sè. Al momento abbiamo già una trentina di partner che hanno acquisito le certificazioni più impegnative e saranno una quarantina a giugno”.

Luca Venturelli, Direttore della Divisione Server & Cloud di Microsoft Italia

I programmi Microsoft preparano a vendere con training differenziati entrambe le versioni Standard e Datacenter. Perché è vero che implementare System Center richiede skill specifici e il testing su sistemi in house prima di rivolgersi al cliente; sarebbe d’altra parte illusorio anche solo pensare di sostituire OpenView con System Center con l’idea che tutto funzioni in un’ottica plug&play. Il vantaggio però viene dal fatto che si parte da una base conosciuta in tutte le aziende che è quella dei sistemi Windows Server su cui System Center 2012 si appoggia e con cui condivide per esempio Active Directory, i sistemi di autenticazione e altri servizi di sicurezza.

Parlando di clienti si arriva in fretta ai nomi di Lufthansa Systems, T. Rowe Price e Unilever, i più recenti associati all’annuncio della Release Candidate di System Center 2012, ma quando ci si sposta alla realtà italiana non scema però l’entusiasmo di Venturelli: “Anche noi in Italia abbiamo grandi clienti nelle realtà bancarie e delle telecomunicazioni, ma nutriamo bene anche la media impresa: utilizzano la nostra soluzione realtà come Cucine Lube, CoopSette, il comune di Napoli nella PA”.

Venturelli prosegue evidenziando i plus di System Center 2012: “Abbiamo la capacità di gestire i il nostro Hyper-V, ma anche i virtualizzatori Vmware e Citrix. System Center 2012 è multi-hypervisor e multipiattaforma. Può gestire macchine virtuali Windows, ma anche Linux, e apparati Unix”. La soluzione, su tutta questa base di installato, sposta l’asse della gestione delle macchine virtuali da un approccio manuale a un approccio del tutto automatizzato che permette di fare una modifica a una applicazione e diffonderla a tutto il parco in modo centralizzato.

E secondo Venturelli questo resta a tutto vantaggio del cliente  e del TCO complessivo, perché quando nel datacenter  si arriva a utilizzare un server più potente, non cambia il costo complessivo in quanto il licensing non è legato (come nei competitor) alla Ram, ma al numero dei processori. Senza contare che nel caso di soluzioni di “orchestration” dei competitor, spesso si parla di singoli strumenti da far interagire, con quanto questo comporta.

Il cliente  cui si rivolge Venturelli associa poi la richiesta di soluzioni economiche e centralizzate con la flessibilità, e il punto di forza di System Center 2012 sarebbe dato dall’apertura della soluzione sia alla gestione delle cloud private sia a quelle pubbliche e quindi alle applicazioni Windows Azure che eventualmente il cliente decidesse prima o poi di portarsi in casa o di lasciare in gestione.

Per quanto riguarda i trend futuri Venturelli è di poche parole, ma incisivo e ottimista: “Nella roadmap server di Microsoft l’appuntamento più prossimo è per il database SQL in primavera, si parlerà di Windows Server 8 e della nuova architettura (anche con il file system ReFS) nell’autunno 2012. La capacità di serializzare carichi virtuali a distanza sarà il terreno di gioco delle innovazioni più importanti, quello in cui si registrerà un salto di portata quantica rispetto a Windows Server 2008. Ci arriveremo attraverso un vero e proprio riversamento di tecnologia dai learning di Windows Azure. E Windows Server 8 costituirà un vero elemento di boost anche per System Center 2012, con il nuovo Hyper-V 3.0 “.

 

 

 

 

 

 

 

 

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