L’Europa protegge la navigazione web da troppo diritto d’autore

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La Corte di Giustizia dell’Unione Europea dichiara che le copie su cache provvisorie che facilitano la navigazione web non violano i diritti d’autore

Dopo aver imposto a Google le norme sul diritto all’oblio, la Corte di Giustizia dell’Unione europea prende un’altra nuova decisione a favore di un’Internet piu’ aperta. La Corte conferma che una copia su schermo e copie in cache soddisfano le condizioni esposte nella direttiva 2001/29/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio sull’armonizzazione di certi aspetti del diritto d’autore nella società’ dell’informazione. Le realizzazione di copie di un sito su schermo o nella cache dell’hard disk durante la navigazione in Internet e’ un atto di riproduzione provvisoria e transitoria o accessoria e costituisce “ una parte integrante ed essenziale di un processo tecnico”.

La decisione mette fine a una battaglia giuridica di quattro anni tra due organizzazioni professionali britanniche: la NLA (Newspaper Licensing Agency), societa’ per la gestione collettiva dei diritti d’autore nella stampa , e la PRCA (Public Relations Consultants Association), una lobby di comunicazione e PR. Sul tappeto il rispetto del diritto d’autore nel caso di una consultazione di queste copie. La NLA reclamava senza successo l’autorizzazione degli aventi diritto per questo tipo di lettura. La corte europea ha ricordato nella sentenza che “ le copie su schermo e le copie su cache erano realizzate semplicemente allo scopo di consultare dei siti internet, e costituivano un caso speciale”.

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La corte ha poi ritenuto che” queste copie copie non pregiudicavano in maniera ingiustificata gli interessi legittimi dei titolari dei diritti d’autore anche se , in linea di principio permettevano ai naviganti l’accesso a opere presentate nei siti Internet senza l’autorizzazione dei titolari”.

Non sorprende dunque che l’associazione per le pubbliche relazioni si sia felicitata per la decisione. La corte ha accettato le sue deduzioni contro la NLA che raggruppa 8 importanti editori di giornali nazionali inglesi. Il tentativo dell’associazione degli editori di fatturare la lettura di contenuti online non riguarda solo il mondo delle pubbliche relazioni, ma anche i diritti fondamentali dei cittadini dell’Unione Europea di navigare in Internet.

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Autore: Silicon
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